Varese

Il ministro Maroni: “Varese, la città più bella del mondo”

Il ministro Maroni con il sindaco Fontana

L’auto blu si è fermata davanti a Palazzo Estense, è sceso sorridente il ministro degli Interni, Roberto Maroni e, dopo avere concesso una breve intervista ai giornalisti, è filato dentro il Salone Estense. Così è iniziata la lunga giornata della festa patronale di San Vittore. Prima con la consegna di tre Stelle al merito del lavoro, e poi con l’assegnazione della Girometta d’oro a Maroni, ministro leghista degli Interni.

Il Salone affrescato da Magatti era gremito di varesini che indossavano i costumi del corteo storico che si è tenuta subito dopo la cerimonia in Comune. Da parte del sindaco Attilio Fontana, parole di elogio incondizionato per il ministro di Lozza. “Oggi diamo due riconoscimenti che abbinano lavoro e varesinità”. Un ministro, Maroni, “che continua a dare lustro alla nostra città sia in Italia che in tutto il mondo”. Mai accaduto, prosegue Fontana, “che un ministro fosse tanto apprezzato, perché non si ferma alle parole, ma realizza fatti concreti”.

Ha poi preso la parola Augusto Caravati, Regiù della Famiglia Bosina, il sodalizio che assegna la Girometta, che ha letto con difficoltà le motivazioni. “Purtroppo mi sono appena operato e non vedo né da vicino, né da lontano”.

Dunque, ricevuta la Girometta d’oro, è intervenuto Maroni, che ha ripercorso la sua biografia. “Non mi sento romano, ma mi sento di Varese, la città più bella del mondo – ha esordito il ministro leghista -. E in questa bellissima sala (il Salone Estense, ndr.) ho iniziato la mia attività di consigliere comunale dai banchi dell’opposizione. E qui ho conosciuto tante persone con la passione per la politica (e altre con passioni un po’ diverse), tante persone oneste, delle quali sono diventato amico, come Fontana e Monti (Angelo Monti ndr.)”.

Un percorso iniziato a Varese, ha continuato il ministro, “e che, per i casi della vita e un po’ di merito, mi ha consentito di arrivare lontano”.  “Considero questo riconoscimento di buon auspicio – ha dichiarato Maroni –, simbolo di buona fortuna, e io ne ho bisogno, dato che la lotta alla criminalità organizzata non conosce pausa. Otto miliardi di patrimonio sequestrati in due anni, arrestati 23 su 30 tra i più pericolosi latitanti, costituita l’agenzia per la gestione dei beni confiscati alla mafia (un paio a Varese)”. Successi che fanno dire al ministro che “siamo solo l’inizio: non molleremo mai nella lotta contro tutte le mafie e alla fine vinceremo questa guerra”.

L’esperienza italiana, dal punto di vista della sicurezza, conclude il ministro, “è considerata ovunque un modello d’eccellenza”. Un modello che sarà al centro del G6 dei ministri degli Interni europei, che si terrà proprio a Varese, presso Palazzo Estense, il 28 e 29 maggio.

Al termine della cerimonia  il  ministro Maroni è salito in una carrozza trainata da due cavalli, e insieme al sindaco e ad alcuni esponenti della Famiglia Bosina ha percorso strade e piazze della città per arrivare fino alla basilica dove il vicario episcopale di Varese monsignor Luigi Stucchi ha celebrato la messa solenne.

8 maggio 2010
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Un commento a “Il ministro Maroni: “Varese, la città più bella del mondo”

  1. carlo zanzi il 8 maggio 2010, ore 20:46

    Concordo con il Ministro: Varese è la città più bella del mondo, e io a Varese ho trovato l’America!

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