Economia

Giovani Univa, il presidente Guidi rilancia la qualità

Da sinistra, Gandini e Brugnoli ascoltano la Guidi

E’ una sferzata di energia quella che il presidente nazionale dei Giovani Imprenditori di Confindustria, Federica Guidi, dà all’Assemblea annuale dei Gruppo Giovani dell’Unione Industriali di Varese, riunita al Centro congressi di Ville Ponti di Varese, con il titolo “Costi e redditività: le relazioni pericolose”. In prima fila, i vertici dell’Unione, dal presidente Michele Graglia, al direttore Vittorio Gandini, ascoltano con attenzione le parole della popolare imprenditrice, spesso presente nei dibattiti televisivi e sulla stampa. Ma anche un’iniezione di realismo, arriva dalla bionda presidente, che fa capire a tutti, fin dalle prime battute, che la situazione, per tutti, resta difficile. Anche se lo tsunami, forse, ce lo siamo lasciati alle spalle.

Colpisce la franchezza delle analisi della Guidi. E’ come se raccontasse di un terremoto che lascia attoniti, perplessi, non spaventati. Lei parla di “smarrimento”. Sì, proprio così. Dice: “Nel marzo 2009, abbiamo cercato di interpretare lo smarrimento di fronte ad un mondo che ci sembrava essersi fermato, dove nessuno comprava più nulla”. Un momento durissimo, in cui, continua la Guidi, “nella mia azienda non riuscivo a fare un budget relativo al costo delle materie prime e al rapporto euro-dollaro. Era come passare dalla febbre a 43 a 28 gradi di temperatura”. Un vero terremoto, con le lancette del sismografo che oscillavano paurosamente.

Eppure, come diceva un famoso film di John Landis, “quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare”. Innanzitutto con le idee chiare, la consapevolezza del Paese, della sua storia e del suo presente. La Guidi alza la voce: “Non possiamo fare una rincorsa al basso costo di produzione. La rincorsa del prezzo più basso produce un rischio drammatico: abbassare la qualità dei prodotti. E noi non possiamo permettercelo”. E, dunque, competizione sulla qualità, ricerca, rilancio del “made in Italy”. Una ricetta interessante, viene da pensare. Chissà se accolta con entusiasmo, fosse in sala, da un esponente del governo Berlusconi, viene da pensare. Ma, soprattutto, la presidente dei Giovani di Confindustria parla della centralità del “capitale umano”, “cervelli, teste, e non solo ingenieri, ma anche operai specializzati”.

Eppure, nonostante la preoccupazione, la Guidi non si rassegna. Anzi, dichiara: “siamo preoccupati, ma non scoraggiati. Siamo gente che, caparbiamente, cerca di inventarsi un nuovo modo di stare sui mercati ogni giorno”. E sottolinea una “voglia di vitalità straordinaria che c’è, nonostante tutto”. Una leva di giovani imprenditori, dunque, che punta sul futuro e pensa che si può vincere la sfida. “Il mondo è cambiato, e a questo punto o vinciamo tutti insieme, o tutti insieme perdiamo”. Un messaggio forte che, forse, più che ai suoi compagni di viaggio, la bionda presidente rivolge a tutte le parti sociali. Un messaggio forte e chiaro per fare ripartire la locomotiva del Paese. Che parte proprio da Varese, profondo Nord che ha voglia di tornare a correre.

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7 maggio 2010 Andrea Giacometti direttore@varesereport.it
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