Economia

Ultimi segnali dalla battaglia. Univa non ottimista

Economia locale ancora nella palude della crisi,  anche se qualche debolissimo segno di inversione di marcia si inizia a intravedere. Piccoli passi fuori dall’emergenza, di potrebbe dire, scorrendo riflessioni e cifre dell’ultima indagine congiunturale targata Unione industriali di Varese, che punta i riflettori sul primo trimestre dell’anno.

Nel primo trimestre del 2010 si sono manifestati segnali di stabilizzazione dell’economia,  anche se i valori raggiunti continuano a essere lontani dai risultati  ottenuti  prima  della recessione. Attualmente  a  destare  maggiore  preoccupazione,  anche  tra  le  imprese varesine,  sono  le materie prime. Il ritorno a ritmi di crescita sostenuti nei  paesi in via di sviluppo, in particolare in Cina, fa crescere i timori per  possibili  rialzi  nei  prezzi  prima che la ripresa si sia pienamente consolidata   anche   in   Italia,   con  effetti  negativi  per  il  mondo imprenditoriale.

A  livello  locale l’indagine congiunturale  mostra un consolidamento rispetto a quanto rilevato a fine 2009.  I  segnali  provenienti  dal  mondo  delle  imprese, dopo i continui peggioramenti  registrati  nella prima parte del 2009, evidenziano da ormai qualche  mese  un  rallentamento  nella  caduta dei livelli economici e una stabilizzazione  sui  bassi  valori toccati dopo lo scoppio della crisi. Si evidenziano  però  differenti velocità e modalità di reazione tra settori e comparti.

Sotto  il  profilo  produttivo  nel  primo  trimestre  del  2010 le imprese intervistate  si  sono  divise  pressoché  allo  stesso modo tra coloro che continuano  a  registrare  un miglioramento nei livelli produttivi rispetto alla  rilevazione  precedente (35%), un peggioramento (33%) e una stabilità (31%).  Tuttavia, questo risultato è esito di diversi andamenti settoriali. All’interno  dei  settori  metalmeccanico e tessile-abbigliamento si rileva una  certa disomogeneità di comportamento e di risultati tra le imprese che hanno  partecipato  all’indagine;  nel settore gomma e materie plastiche la maggior  parte  delle  imprese  è  orientata  ad  una stabilità rispetto al trimestre precedente, mentre dal chimico e farmaceutico arrivano segnali di miglioramento.

L’indicatore   dei   consumi   elettrici  delle  piccole  e  medie  imprese manifatturiere     varesine,    recentemente    introdotto    nell’indagine congiunturale,  conferma  il consolidamento della situazione economica: nei primi  due  mesi del 2010, ultimo dato disponibile, i consumi elettrici del campione  analizzato  sono cresciuti mediamente del 2% rispetto allo stesso periodo del 2009, anche se con profili settoriali diversi.

Per quanto riguarda le previsioni, le  aspettative per il prossimo trimestre sono orientate verso un moderato miglioramento dell’attuale situazione: il 43% delle imprese del campione  prevede una stabilizzazione intorno ai livelli produttivi attuali anche nei prossimi mesi, il 50% un incremento nella produzione e solo il 7% peggioramenti.  Questi  dati  confermano quindi la frenata nella caduta dei valori economici ed i primi passi verso una lenta ripresa che al momento si manifesta  più sotto forma di consolidamento dell’attuale scenario che come vera  e  propria  inversione  di  tendenza  e  pieno ritorno alla crescita, considerando il ridimensionamento dei volumi registrato nel 2009.

Orientato alla stabilità anche il portafoglio ordini delle imprese, che però continua a risentire di una certa volatilità presente sui mercati. Nel  primo  trimestre  2010  il  52% delle imprese del campione segnala una situazione  di  continuità negli ordini con il trimestre precedente, il 38% un miglioramento e il 10% ancora peggioramenti.

L’onda  lunga  della crisi continua ad avere effetti negativi sul mercato del lavoro. Nel primo trimestre del 2010 sono state autorizzate circa  7.169.000  ore  di  Cassa  Integrazione  Guadagni  Ordinaria, valore stabile  rispetto al trimestre precedente (+0,4%), ma in crescita del 26,4% rispetto  alle  ore  autorizzate  nel  periodo  gennaio-marzo  del 2009. Si segnala un incremento anche nell’utilizzo della Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria. Per quanto riguarda la scomposizione settoriale, nei primi 3 mesi del 2010, il  52%  delle  ore  di cassa integrazione ordinaria autorizzate sono state richieste  da  imprese  del  settore  metalmeccanico,  che  segna  però una riduzione     rispetto     al    trimestre    precedente    (-17,4%);    il tessile-abbigliamento  raccoglie  il  19%  delle  ore, in aumento del 17,3% rispetto al periodo ottobre-dicembre 2009; in crescita rispetto allo scorso trimestre  anche  le  ore autorizzate nei settori gomma e materie plastiche (+13%)  e chimico e farmaceutico (+64,4%) che pesano rispettivamente per il 13% e il 5% sul totale delle ore di cassa integrazione ordinaria.

Per  quanto  riguarda l’export, gli ultimi dati disponibili sono relativi alla fine del 2009. L’economia varesina ha chiuso lo  scorso  anno con le esportazioni scese ad un valore di 7.723 milioni di euro,  in riduzione del 17,1% rispetto al 2008. Anche l’import, ammontato a 4.686  milioni  di  euro,  ha  segnato  una  contrazione:  -19,3%. Il saldo commerciale varesino continua però a mantenersi positivo (+3.037 milioni di euro). In  chiusura d’anno si conferma quanto osservato lungo i singoli trimestri: il  peggioramento  dei  rapporti  commerciali  non  è  generalizzato  e  si registrano   differenze   sulla   base   dei  mercati  di  riferimento.  Le esportazioni continuano ad aumentare verso alcune aree in via di sviluppo – verso l’Asia Centrale si è registrato un incremento del 16,1%, verso l’Asia Orientale  del  9%  e  verso  l’Africa  Settentrionale  del 7,1% – , mentre variazioni  negative  sono  state  registrate  con l’America Settentrionale (-12,9%) e l’Unione Europea (-21,8%).

Nel  settore  metalmeccanico le esportazioni e le importazioni hanno subito una  flessione  rispetto al 2008 rispettivamente pari a -17,8% e -23,6%, ma alcuni  comparti  continuano a registrare una crescita del commercio estero (tra  cui  l’aeronautico, la filiera dell’energia, alcune produzioni legate all’elettronica e all’ottica). Nel  tessile-abbigliamento la riduzione dell’import è stata pari a -10,3% e  dell’export  a  -19%,  maggiormente accentuata nella produzione di prodotti tessili rispetto al comparto abbigliamento. Nel settore chimico e farmaceutico le importazioni sono diminuite del 16,2% e  le  esportazioni  del  14,7%.  In realtà sono i prodotti chimici ad aver registrato  contrazioni dell’export e dell’import, mentre crescono i flussi di commercio estero generati dal comparto farmaceutico. Anche l’export e l’import del settore gomma e materie plastiche segnano una variazione negativa (rispettivamente -15,4% e -16,6%).

5 maggio 2010
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