Varese

Lavoro, legalità, integrazione: il primo maggio a Varese

Il corteo del primo maggio a Varese

Tanti palloncini gialli, con le parole Lavoro, Integrazione, Legalità, liberati in cielo, hanno salutato la festa del primo maggio a Varese. La manifestazione, organizzata da Cgil, Cisl e Uil, è partita questa mattina da piazza Repubblica ed è giunta, attraversando la città, in piazza del Garibaldino. In questa piazza, dopo un concerto della band “I re della cantina”, sono saliti sul palco i vertici sindacali della provincia, e hanno preso la parola, per la riflessione finale, il segretario generale Carmela Tascone, il segretario Uil Varese, Antonio Albrizio, ed Elena Lattuada a nome di Cgil, Cisl e Uil.

La manifestazione ha visto una folta rappresentanza di migranti, riuniti sotto le varie sigle sindacali. Una presenza importante, proprio nel giorno in cui i sindacati confederali hanno scelto proprio Rosarno, il luogo della rivolta dei braccianti stranieri, per celebrare il primo maggio a livello nazionale. Putroppo, il corteo è iniziato con mezz’ora di ritardo a causa della contestazione, da parte della questura, di un cartello anti-Berlusconi, che non avrebbe dovuto sfilare. Grazie alla mediazione dei sindacati, l’intoppo è stato risolto, e il corteo, con il cartello in fondo, è potuto partire.

L’intervento conclusivo del segretario generale Cisl, Tascone, ha ricordato i numeri della crisi  economica nella nostra provincia: 34 mila disoccupati, tante aziende ancora in difficoltà, tanti lavoratori che hanno perso il reddito. Per Albrizio, segretario Uil, è necessario passare da una fase di difesa ad una di sviluppo.

Forte richiamo, da parte di Elena Lattuada, alla questione della sicurezza sui posti di lavoro e al tema degli stranieri, “spesso considerati solo braccia da sfruttare, che è facile trasformare in clandestini senza diritti”. Per la Lattuada accoglienza e integrazione sono l’unica ricetta contro il razzismo.

Ma l’intervento della Lattuada si è incentrato in gran parte sulla crisi e sulle vie per uscirne. “O si vedrà un rilancio dell’occupazione, o la Lombardia uscirà da questa crisi più debole”. Tra le misure che per Cgil, Cisl e Uil si devo mettere in atto, centomila nuovi posti di lavoro, opere infrastrutturali per Expo, allentamento del patto di stabilità, moratoria dei licenziamenti a conclusione degli ammortizzatori sociali.

Infine un accenno al tema caldo dell’unità sindacale, messo in discussione dalla firma di accordi separati. “La nostra unità in questo primo maggio – ha concluso la Lattuada – è un atto di responsabilità contro la crisi”.

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1 maggio 2010
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