Varese

Fini in cattedra: Internet fa invecchiare la politica

Il presidente della Camera Fini

E’ salito in cattedra puntuale, questa mattina all’Insubria, il “professor” Gianfranco Fini. In un’aula magna gremita di studenti di Scienze della Comunicazione, professori, giornalisti, il presidente della Camera è intervenuto su un tema che più caldo non si può: informazione e politica. Un appuntamento che cade in un momento in cui il presidente della Camera sta muovendo le acque del centrodestra, profilando scenari inediti e diversi da quelli del berlusconismo. Un protagonismo che ha suscitato forti aspettative anche verso l’incontro di oggi.

Nelle prime file tutte le autorità politiche. Presenti esponenti Pdl come gli assessori De Wolf e Giordano, rappresentanti del Pd come Marantelli e Adamoli. Del tutto assenti, invece, i politici lumbard. Lo stesso sindaco di Varese, Attilio Fontana, dopo dei veloci saluti, si è eclissato. Segno della tensione palpabile che si sta vivendo nel centrodestra.

Il “professor” Fini ha proposto una riflessione di ampio respiro su informazione e comunicazione nell’era di Internet. Per il presidente della Camera l’avvento dei nuovi media, la Rete, Facebook, il mondo dei blog, è stata una vera rivoluzione. “Oggi Internet è la vera piazza virtuale ed è lo strumento più potente contro le dittature, come conferma la Cina che lo vieta”. Un avvento che fa apparire obsoleti diversi problemi che appassionano la politica di casa nostra. E’ il caso della “par condicio”. “E’ compito della politica con la “P” maiuscola di non guardare nello specchietto retrovisore, non guardare indietro: i ragazzi che sono qui si informano con nuovi strumenti più che attraverso giornali e tv”.

Non è però, il mondo della comunicazione di oggi, tutto valori e virtù. Anzi. Fini ha ricordato che c’è anche una cattiva informazione. Ha denunciato quella che a definito una “eccessiva spettacolarizzazione massmediale”. “Oggi spesso si comunica parlando di retroscena, con interpretazioni spesso condite con pettegolezzi, virgolettando espressioni che nessuno ha mai pronunciato”. Una cattiva informazione che è difficile da limitare, secondo il presidente della Camera. Anche sul piano della deontologia dei giornalisti, definiti da Fini “anarchici sregolati”. “Alla fine il rispetto delle regole fondamentali è affidato al giornalista e alla sua coscienza, non si può pretendere che il giornalista venga irregimentato”.

Tuttavia la libertà del giornalista non può entrare in conflitto con l’altrui libertà. Il diritto di cronaca e di critica non possono passare sopra i diritti degli altri, soprattutto se si tratta di soggetti più deboli. Una moderazione si impone, senza che questo implichi ridurre la libertà dell’informazione in Italia.

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30 aprile 2010
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