Lettere

La mucillagine sociale

La celebrazione del 25 Aprile è stata quest’anno contrassegnata da numerose contestazioni e incidenti. Non si tratta come in passato di una contrapposizione tra “nostalgici” e “resistenti” ma di uno scontro che ha come protagonista la sinistra radicale la quale ha offerto in qualche caso alla destra l’alibi per disertare le manifestazioni. E’ un segnale inquietante di come la società italiana stia perdendo coesione sociale.

Gli avvenimenti del 1943-1945 di cui si celebra la memoria non c’entrano nulla con l’odierno clima di tensione che ha visto come protagonisti i giovani dei centri sociali che la Resistenza neppure la conobbero.

Sono piuttosto il risultato di un quadro sociale deteriorato con l’accentuazione delle diseguaglianze economiche, dell’orizzonte precario del lavoro, della divisione tra il Nord e il Sud del Paese alimentata dalla polemica antimeriodionalistica, del clima di antagonismo e di intolleranza, del particolarismo che prevale sul senso del bene comune, di una visione individualistica che cancella le ragioni dello stare insieme. Stiamo perdendo una base comune di idee, di principi, di valori e la consapevolezza di un destino comune che dovrebbe invece accumunarci.

Il Paese rischia di perdere il senso profondo della propria unità e di frammentarsi in una “mucillagine sociale” che non si riconosce neppure nelle realtà regionali. L’Italia rischia di imboccare un percorso politico capovolto rispetto alla direzione della storia, di perdere i caratteri di uno Stato moderno, decentrato ma solidale, e di ridiventare un’espressione geografica come era stata prima del Risorgimento nazionale. Ma il mito del “carroccio”, della vittoria di Legnano dei liberi Comuni contro il Barbarossa invasore non ha più senso in un mondo globalizzato dove si compete soltanto se si fa unità e sistema, mentre la stessa Unione Europea è entrata anch’essa in una crisi di unità, di solidarietà, di innovazione.

Rinchiudendosi nel provincialismo delle “piccole Patrie”, perseguendo soltando delle logiche consumistiche, degradando la politica a gestione dell’esistente non prepariamo un futuro migliore ma il suo contrario.

Camillo Massimo Fiori

28 aprile 2010
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Un commento a “La mucillagine sociale

  1. Beppe Orlandi il 4 maggio 2010, ore 09:25

    Gentile CMF, mi sembra che sinistra radicale e centri sociali c’entrino poco con provincialismo e quadro sociale deteriorato. Essi si sono semplicemente indignati, ed io con loro, che sul palco del 25 aprile, a Milano città medaglia d’oro per la Resistenza, a commemorare la resistenza stessa ci fossero degli oratori che non solo non l’hanno mai condivisa, ma, prima dell’operazione di maquillage che ha dato loro la possibilità di rifarsi una faccia, militavano in partiti che la disconoscevano e l’avversavano (Podestà). Per la “mucillagine sociale” rimando alle dichiarazioni dell’assessore alla politiche sociali di Malnate. Cerchiamo anche di non dimenticare che a fronte di una situazione economica che getta nella disperazione decine di migliaia di italiani, si hanno abusi e profitti illeciti che pensavamo cancellati da “mani pulite” (Bertolaso, Scajola ecc…).
    Con stima, ma anche dissenso – Beppe Orlandi

    P.S. la destra non ha bisogno di alibi per disertare le manifestazioni relative alla resistenza: non le ha mai frequentate, non sono le sue, come ben insegna Silvio Berlusconi

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