Arte

C’era bisogno di una mostra di Sgarbi a Varese?

Il critico Vittorio Sgarbi

Ce lo domandiamo subito, sull’uscio, prima di entrare: ma c’era bisogno a Varese di una mostra curata da Vittorio Sgarbi? Certo, proviamo una certa simpatia per il critico che spesso ha incrociato il fioretto con i lumbard delle nostre parti, prima in occasione dell’infinita telenovela della mostra sul Morazzone, da organizzare a Varese, poi, con seguito di querele, uno strumento molto praticato dai leghisti, in merito all’abbattimento, a Morazzone, della bella Villa Bianchi, in perfetto stile Liberty. Tuttavia nutriamo parecchie perplessità.

Il vulcanico critico d’arte, l’inarrestabile polemista, il sagace sindaco di Salemi, ritorna. Ritorna a Varese, grazie alla  mostra, che si aprirà il 7 maggio alle 18.30, presso la Galleria di Emilio ed Eileen Ghiggini,  dal titolo “La visione interiore di Piero Landoni”, una mostra curata da Sgarbi in persona.

A dire il vero, chi ha conosciuto la modesta programmazione di mostre dell’allora assessore alla Cultura milanese, non nutre di sicuro grandi aspettative verso una mostra curata dal critico ferrarese. In questo caso poi l’evento programmato alla Ghiggini è consacrato all’artista originario di Gorla Minore (1905-1957) e rappresenta un nuovo omaggio al pittore dopo la mostra tenutasi nel 2005 presso il Chiostro di Voltorre. Dunque, non si tratta di una grande novità sul nostro territorio.

La mostra, che vede il patrocinio della Provincia e del Comune di Varese, è organizzata dall’Agenzia Promoter di Salvo Nugnes, agente del noto critico, e vede la direzione di Giada Cantamessa e il coordinamento tecnico di Arianna Mascetti. L’hanno resa possibile la realizzazione importanti aziende come Agema Corporation, Axa Art, Unione Fiduciaria, Arteria e Fabbrica Arte.

28 aprile 2010
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