Milano

Alla ricerca della spiritualità. Con Panikkar e Hesse

La spiritualità contro il materialismo? La ricerca della qualità contro la quantità alienante? Questi alcuni degli interrogativi che si sono posti, ieri sera, al Teatro Filodrammatici di Milano, con la serata dedicata al tema “Diventare il presente”, che aveva come punti di riferimento due grandi personaggi come il teologo Raion Panikkar e lo scrittore Hermann Hesse. Un appuntamento molto ricco di progetti e riflessioni, di teatro e divertimento, curato da Patrizia Gioia, nota pubblicitaria e briosa conduttrice della serata.

Tutto è partito da un’efficace performance proposta da Vaitea, un rap veloce e profondo tutto imperniato sulla difficoltà a non farsi fagocitare dal mondo delle merci. Ma senza dubbio il pezzo forte della serata sono state due anteprime di lavori che saranno rapresentati nella prossima stagione del Filodrammatici.

“Canto di nozze”, dal libro di Nagib Mahfuz, e con l’ideazione della stessa Gioia, è una versione teatrale che ricompone la dimensione dialogica, immaginifica e surreale della narrazione del premio nobel Nagib Mahfuz. Drammi della vita in una mescolanza di realtà e della sua rappresentazione teatrale, ammantata di poliziesco. Confessioni atroci che appartengono a tutti e che messe sulla ribalta offrono versioni caleidoscopiche e diverse della stessa realtà. La regia (e uno degli interpreti in scena) il bravissimo Corrado Accordino, ora direttore del Filodrammatici.

Ma ancora più interessante è sembrato il secondo progetto teatrale dal titolo “Milano Ictus”, per la regfia di Enrico Roveris e il testo di un bravo e conosciuto poeta e performer, Dome Bulfaro. Si tratta di una parola-chiave per affrontare la crisi spirituale presente e, nello stesso tempo, utilizzando “ictus” nel senso di cambiamento (o, René Thom direbbe catastrofe), una chiave per ripercorrere la storia di Milano, dal Risorgimento a Mani Pulite, fino a Berlusconi. Ottimi gli interventi del chitarrista e cantautore Paolo Pasqualini, vecchio cantastorie di una cultura ormai perduta.

A completare la serata, una divertente esibizione di Ferdinando Buscema, con il suo “Teatro Magico”. E nell’atrio del teatro una serie di libri d’artista realizzati dagli allievi dell’Accademia di Brera sul romanzo di Hesse “Il giuco delle perle di vetro”. Sul fronte della solidarietà, la Fondazione Arbor ha illustrato con un filmato la sua attività in India per far partire dalle donne dei villaggi un’economia sociale e partecipata.

26 aprile 2010
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