Varese

Il pianista Plano: a Varese porte chiuse per i giovani

Il pianista Roberto Plano

Un pianista coraggioso, capace di sperimentare cose nuove, attento a ciò che si muove intorno, ma anche un musicista di livello internazionale, Roberto Plano, varesino, che si è imposto all’attenzione del mondo musicale con la vittoria, nel 2001, del primo premio al prestigioso Cleveland International Piano Competition, negli Stati Uniti. Questo e altri premi lo hanno portato a realizzare diverse turné negli States, con esibizioni nelle principali radio americane e canadesi.

L’intensa attività concertistica l’ha portato in alcune delle più importanti sale da concerto italiane, oltre aed esibirsi come solista con prestigiose orchestre in Italia e all’estero. Vive in provincia di Varese, dove tiene un corso annuale di perfezionamento pianistico presso l’Accademia pianistica internazionale “Lago di Monate”, fondata a Travedona Monate, e durante l’estate insegna presso le Masterclasses Internazionali di Musica di Portogruaro.

Maestro Plano quale il principale limite che lei riscontra a Varese sul piano culturale?

La criticità principale è senza dubbio la mancanza di un luogo dove fare musica dal vivo, classica o jazz. Non esiste una sola sala da concerto in tutta Varese, considerando che da questo punto di vista il Teatro di Varese è assolutamente inadeguato. Se guardo a Parma, dovevo ho suonato recentemente, il confronto è avvilente. Là c’è un Auditorium per la musica classica, una Casa della musica, una Casa del suono.

Ma perché a Varese non è mai stato realizzato uno spazio di questo genere?

Colpevole disattenzione, un vero peccato.

Come giudica Varese: è una città vitale, attenta, oppure no?

E’ una città attenta, mostra interesse nei confronti della cultura. Se penso alla Stagione musicale del Comune, noto che alcuni artisti di prestigio (un po’ sempre gli stessi) vengono invitati, mentre i giovani che vogliono esibirsi trovano sempre porte chiuse. Non sono riuscito ad aprire un’accademia per giovani a Varese e allora l’ho fatto a Monate.

E il Liceo Musicale?

Sono molto legato ad esso perché ci ho studiato. Però me ne sono poi andato al Conservatorio di Milano perché offriva più spazio. E’ certamente insufficiente il dialogo del Liceo con i musicisti che stanno in città.

Lei compreso?

Sì, me compreso. Quando si è festeggiato recentemente l’anniversario, non sono stati chiamati gli ex allievi ad esibirsi, come sarebbe accaduto ovunque. Non c’è interesse.

Le piace suonare a Varese?

Certo. Non ne ho bisogno perché suono in tutto il mondo, ma per me è sempre un piacere esibirmi a casa mia. E appena posso, ci torno volentieri.

21 aprile 2010
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Un commento a “Il pianista Plano: a Varese porte chiuse per i giovani

  1. Filippo De Sanctis il 21 aprile 2010, ore 16:59

    Caro Direttore e Caro Roberto Plano,

    come Direttore del Teatro di Varese, ma sopratutto come “giovane”, concordo che forse c’è stato in passato poco spazio per giovani talenti della nostra provincia a Varese, sebbene negli ultimi anni la situazione sia molto migliorata e le prospettive all’orizzonte non sono certo da trascurare.
    Ma a questo punto come Teatro di Varese, seppure si dica che è “inadeguato”, lancio una sfida a Plano: perche non essere ospite nel nostro cartellone? ( alle stesse condizioni di tutti gli altri spettacoli che ospitiamo, ovvero rischiando insieme ).
    Il Teatro è a dispozione, sopratutto per un nome cosi importante come Robrto Plano, ci piacerebbe che raccogliesse questa “sfida” tutta in positivo che non vedrà vinti ma solo vincitori: la cultura e i giovani talenti.
    Cordialmente

    Filippo De Sanctis
    Direttore Teatro di Varese

Rispondi