Lettere

Gomorra in piazza

Quando a fine 2008 i cittadini di ogni età, credo religioso, appartenenza politica nella piazza centrale di Varese hanno dato vita a una maratona di lettura pubblica del testo Gomorra di Roberto Saviano hanno scelto di non tacere, di dire a voce alta che la libertà e la giustizia sono valori, che lo strapotere di mafiosi e camorristi è un’offesa alla dignità del vivere civile.

Quando nelle scuole i rappresentanti di LIBERA, “associazione di nomi e numeri contro le mafie”, parlano ai giovani della voglia di riscatto della gente del sud dell’Italia e del fatto che la Lombardia sia la quarta regione d’Italia per riciclaggio del denaro sporco e che la mafia anche qui esiste, raccontano con documenti la fatica e al tempo stesso la coraggiosa passione di uomini e donne che non hanno voluto e non vogliono più chinare la testa, anche a costo di perdere la vita.

Viviamo in uno Stato democratico, che ha nel proprio DNA costituzionale il diritto alla libertà di pensiero, parola. Eppure il mettere a tacere è diventato uno strumento politico e di controllo sociale.

La recente esternazione del nostro primo ministro, sostiene che “Saviano ha reso la mafia più famosa” non può passare, scivolare via nelle nostre menti come le “corna nella foto di gruppo” e quant’altro. Questa volta non abbiamo “capito male, interpretato male, confuso, stravolto”.

Eppure, per uno strano effetto “overdose” anche questa nuova boutade rischia l’effetto abitudine, che appanna la reazione. Leggendo sul blog di Paolo Rossi questa mattina una breve riflessione a proposito e in particolare l’invito a non dimenticare mai la “ lunga catena di croci seminate dalle mafie”, ho sentito in me il peso dell’abitudine e la paura del silenzio, unica vera causa di morte: morte di valori, ideali, passioni, entusiasmi.

I cittadini, i tanti giovani di Varese che hanno letto Gomorra in piazza due anni fa sono, alla stregua di Saviano, “complici” della notorietà della mafia, ci sta dicendo indirettamente il nostro Capo del governo.

Allora invito i cittadini italiani e stranieri, i giovani, i genitori e gli insegnanti, i giornalisti, i politici a ridare voce sulla pubblica piazza a Gomorra di Saviano. Potremmo tutti, nelle stesse date, in tutta la nostra provincia riprendere a voce alta la lettura del libro di Saviano e di altri testi che “vogliamo conoscere e fare consocere”, lettura mai interrotta ma semplicemente continuata nella vita, con gesti e scelte di onestà e democrazia.

Il 25 aprile, il 2 giugno, feste della libertà e della democrazia del nostro Paese, ma anche il 23 maggio, il 19 luglio, il 21 settembre, date in cui furono uccisi i giudici Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e Rosario Livatino, il “giudice ragazzino”, andiamo in piazza e continuiamo tutti assieme a dire che dei soprusi delle mafie bisogna parlare sempre perché noi cittadini siamo e vogliamo essere la storia e di fronte alle ingiustizie ogni silenzio genera morti.

Luisa Oprandi

19 aprile 2010
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3 commenti a “Gomorra in piazza

  1. Valeria il 21 aprile 2010, ore 12:34

    Proprio ieri, commentando un articolo letto altrove ho pensato la stessa cosa: “ormai la gente è abituata a tutto, certi comportamenti/azioni/dichiarazioni non fanno più clamore…anzi sono la norma!” e questo è gravissimo! Ed oltre ad essere abituata a tutto, c’è anche la mancanza di intelligenza emotiva e sociale… la mancanza di valori ed etica morale, c’è un lavaggio del cervello che il governo ha messo in atto da tempo e chi ne è dentro non lo capisce (anzi, ora diranno che sono comunista… ;) tra un pò anche Fini sarà comunista, vero? ) bè del programma “lavaggio del cervello” fanno parte la riforma della scuola, i palinsesti della televisione che ci propina programmi ad altissimo livello culturale che stimolano il pensiero e la riflessione, i tg ecc…

    Anche una delle sue ultime uscite: “Entro tre anni sconfiggeremo il cancro” è passata inosservata…qui non è questione di essere di destra o di sinistra, qui è veramente mancanza di intelligenza di tutte le persone che erano in piazza e non hanno battuto ciglio, anzi hanno fatto un bel applauso al loro salvatore…
    Un governo NON può sconfiggere il cancro (soprattutto togliendo i finanziamenti alla ricerca…cosa che questo governo ha fatto) e Berlusconi si deve vergognare per questa sua frase…che manca di rispetto a tutte le persone che lottano contro un tumore: pazienti, famigliari e medici.

    Mi sono dilungata e ho anche un pò divagato…perchè purtroppo il problema non è solo quest’ultima dichiarazione del premier sulla mafia…ma sono anche tutte le altre…è tutta la situazione ad essere grave…Benvengano, dunque, iniziative di questo tipo e non solo in giorni particolari…ma tutti i giorni!

  2. uniroma.tv il 21 aprile 2010, ore 16:32

    Al seguente link potrete visualizzare il servizio “Matteo Garrone a Tor Vergata”,

    http://www.uniroma.tv/?id_video=15686

    Ufficio Stampa di Uniroma.TV
    info@uniroma.tv
    http://www.uniroma.tv

  3. Giovanni Ardemagni il 21 aprile 2010, ore 18:30

    Grazie Luisa splendido articolo se vuoi rifare la maratona io ci sono,
    Giovanni Ardemagni.

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