Varese

Fabio Scotto, poeta che da Varese guarda al mondo

La brava Jane Bowie nel reading finale

Serata dedicata a Fabio Scotto, quella tenutasi ieri presso il Teatrino Santuccio di Varese. Partita come una scelta di ripiego, dovuta all’assenza, per il blocco degli aeroporti, della scrittrice e poetessa Maram Al Masri, l’evento si è rivelato un appuntamento di grande interesse. Non annulliamo la serata, ha deciso il gruppo di poeti protagonisti dell’evento “Reci-Talk”, dedichiamo comunque l’appuntamento alla poesia, ha ribadito Rita Clivio che aveva organizzato la serata con l’autrice siriana. E quale migliore protagonista di Fabio Scotto per una serata a tema su poesia e letteratura oggi? Un autore complesso interrogato dalle domande proposte con intelligenza dalla giornalista della “Prealpina”, Ambretta Sampietro, e dalle “provocazioni” del direttore di “Varesereport.it”, Andrea Giacometti.

Grazie alla disponibilità di Scotto e ad un lavoro breve ed intenso per raccogliere materiale e immagini da proporre al pubblico del Santuccio, la serata per Scotto si è potuta svolgere. Non un’impresa facile: stiamo infatti parlando di un autore sfaccettato che è, nello stesso tempo, poeta, traduttore, critico, professore universitario e organizzatore di iniziative culturali (bellissimo l’incontro curato da Scotto recentemente “Poeti italiani e poeti francesi si incontrano” al Piccolo Teatro di Milano). Tra le prossime fatiche di Scotto il Meridiano Mondadori dedicato a Bonnefoy e un’antologia di nuovi poeti francesi pubblicata nella mitica serie bianca di poesia dell’Einaudi.

Un personaggio di alto profilo, Fabio Scotto, spesso impegnato intensamente all’estero, mai incline, a casa propria, cioè a Varese, ad un effimero presenzialismo. Dunque, un appuntamento prezioso, quello di ieri sera, in cui Scotto ha ripercorso il suo lungo itinerario poetico ed intellettuale (oltre che civile) da vero “globe trotter” della cultura italiana. Da grande avversario del localismo provinciale. Da attento protagonista di una cultura per cui, come ha detto lo stesso poeta, “meticciato e contaminazione non sono espressioni negative”. Anzi, da un punto di vista poetico, i versi di Scotto guardano alla possibilità di “sporcare la lingua”, come ha detto lui, come a un’interessante prospettiva di ricerca e non ad un anticamera dell’Inferno.

Al termine della riflessione di Scotto sui temi della poesia, dell’Europa, del razzismo, degli amatissimi amici e poeti francesi, dei giovani poeti, la palla è passata ad alcuni poeti già partecipanti al reading “Reci-Talk”, da Vincenzo Di Maro a Jane Bowie, da Corrado Guerrazzi a Marcello Castellano. Una pluralità di voci che ha proposto proprie composizioni e versi dello stesso Scotto. A conferma che il mare della poesia è grande e infinite sono le creature che lo abitano.

19 aprile 2010
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Un commento a “Fabio Scotto, poeta che da Varese guarda al mondo

  1. DINO AZZALIN il 19 aprile 2010, ore 17:48

    brava la rita clivio. evvivai poeti di recitalk

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