Varese

Cornacchione ama Silvio, ma lo sbeffeggia per due ore

Cornacchione e, sul video, la D'Addario

Antonio Cornacchione, con lo spettacolo “Silvio c’è?”, ieri sera al Teatro Apollonio di Varese, sta per circa due ore sul palco e per due ore cammina pericolosamente su un filo. Il personaggio popolare, che ormai l’attore interpreta da anni, ospite di trasmissioni come “Che tempo che fa” di Fabio Fazio e di “Glob” di Enrico Bertolino, è il fan del presidente del Consiglio. Anzi, più che fan un vero devoto di Silvio, pronto a difenderlo anche con la vita, se fosse necessario.

Una maschera, nella migliore tradizione delle giullarate, al riparo della quale l’attore si permette di ironizzare sul Cavaliere e la sua corte. Tuttavia, lo fa sempre con un certo fair-play, senza mai sbracare, proponendo una satira mai eccessivamente volgare. E, contemporaneamente, dando al pubblico ciò che si aspetta: piange perché tutti vogliono male a Silvio, Silvio ha sempre ragione, i giudici sono cattivi e la D’Addario è una storietta di ragazze. “E che male c’è se gli piacciono le ragazze?”.

Cornacchione, che trova un partner d’eccezione in Carlo Fava al pianoforte, lancia frizzi e lazzi su Silvio, con battutine tipo: “Quando è nato Silvio, i suoi genitori non l’hanno iscritto nel registro dell’anagrafe, ma direttamente nel registro degli indagati”. Oppure: “Una volta, all’estero, ci ridevano dietro senza motivo. Adesso, invece…”. Ancora: “Silvio è in sintonia con il nostro Paese: il Paese va a puttane, e lui pure”. Ma ce n’è anche per il resto del mondo: “Rutelli è andato da Vespa per presentare Api. Mi è venuto un choc anafilattico”. Infine: “Tutti dicono cose di sinistra. Tranne la sinistra”.

Uno spettacolo godibile e prevedibile, sostenuto dalla bravura di Cornacchione, che ha tempi comici da orologio svizzero. E naturalmente tutto si chiude con un inevitabile karaoke sulle note di “Meno male che Silvio c’è”. Prima di offrirci, come bis, un “Destra-Sinistra” dal Gaber di “Far finta di essere sani”, riarrangiata da Fava e animata da Cornacchione. Un bell’omaggio ad un grande che il 25 aprile, sempre all’Apollonio di Varese, sarà evocato anche da Enzino Iacchetti con il suo spettacolo “Chiedo scusa al signor Gaber”. Sempre che non venga annullato, vista la scarsità dei biglietti venduti finora.

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17 aprile 2010
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