Gallarate

Il Teatro elisabettiano rivive al Popolo di Gallarate

Un momento dello spettacolo

È rinchiuso nelle latrine del castello di Berkeley in attesa della morte, Edoardo Secondo re d’Inghilterra, nella prima nazionale di “Edoardo Secondo” che la Compagnia La Fiera porta al Teatro del Popolo di Gallarate nella stagione della Fondazione Culturale sabato 17 aprile alle 21, con Antonio Tintis e Sandro Maria Campagna, su drammaturgia scenica diretta da Luciano Colavero.

Sua moglie Isabella e il suo amante Mortimer gli hanno strappato la corona per darla al giovane Edoardo, figlio adolescente del re, di cui Mortimer è il tutore.  Ma non basta che sia stato deposto e incarcerato, il re deve morire, affinché il potere possa davvero passare nella mani di Mortimer e Isabella: è per questo che arriva Lightborn, l’assassino. Di fronte alla morte, Edoardo viene travolto dalla paura e, sull’orlo della follia, riesce a ottenere un’altra ora di vita. Rimasto solo e sconvolto, il re prega affinché almeno Gaveston, il suo antico amante, il suo amico, il suo “fratellino” ucciso da Mortimer anni prima, dall’oltretomba possa piangere per lui. Ma Gaveston non si accontenta di piangere dalla tomba. Ha qualcosa da dire a Edoardo. E la sua Ombra appare…

“Nella prima versione di Edoardo Secondo – scrive Luciano Colavero – ci siamo domandati: è ancora possibile affermare che l’amicizia sia in grado di superare la morte, che la fratellanza possa essere indissolubile, che l’amore possa essere eterno? Scoprimmo che il problema che ci veniva posto era quello della fedeltà, della perseveranza, della rivolta. Ma nel mondo non vedevamo molta fedeltà, né molta perseveranza, né molta rivolta. E perciò, alla domanda iniziale rispondemmo nettamente di no. E creammo, nella vicenda di Edoardo e Gaveston, una versione completamente libera, incentrata sulla debolezza di Edoardo, sulla sua incapacità di essere fedele e perseverante e sull’urlo disperato di un Gaveston tradito.

Sono trascorsi molti anni da allora. E abbiamo deciso che fosse arrivato di nuovo il momento di interrogarci. L’amicizia, la fratellanza, l’amore non riescono a vincere la morte, molto bene, ma perché non ci riescono? A questa domanda, Edoardo risponde in un modo e Gaveston in un altro. Giudicate voi chi dei due abbia ragione. Non è nostro compito indicarvi le nostre preferenze. Noi sappiamo solo che entrambi hanno le loro ragioni e sostengono il proprio punto di vista fino alla morte, per convincere l’altro e tutti noi. Per chi ha visto la vecchia versione, che ormai fa parte della storia della nostra compagnia, consigliamo di vedere la nuova. Gli somiglia, ma è del tutto diversa”.  Lo spettacolo è inserito anche in Sipari Uniti.

La serata sarà introdotta, alle 18.30 nello Spazio delle Idee del Teatro, dagli allievi e dagli attori della Compagnia Stabile del Teatro del Popolo con “Letture ad alta voce nella Foresta di Arden”: a ingresso libero, il pubblico sarà intrattenuto con letture recitate dal vivo tratte dalla tradizione del Teatro elisabettiano e di William Shakespeare.

15 aprile 2010
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Un commento a “Il Teatro elisabettiano rivive al Popolo di Gallarate

  1. Gabriella Zonno il 16 aprile 2010, ore 17:01

    Finalmente il grande teatro…!!!!

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