Varese

“Made in Varese” la pianta che “mangia” gli erbicidi

Il ricercatore Gianluca Molla

Potrebbe essere una delle storie del vecchio programma televisivo cult “Ai confini della realtà”, mentre invece è un progetto serissimo, anzi il progetto giudicato migliore tra un centinaio di idee proposte. Tutto ha origine in piante transgeniche, piante che sono in grado di ridurre l’inquinamento da erbicidi. In questo caso sono le stesse piante “ingegnerizzate” a trasformare l’erbicida in sostanze a basso impatto ambientale. E tutto questo è possibile grazie ad un enzima batterico.

A proporre il progetto dell’enzima anti-erbicida è stato un ricercatore varesino, Gianluca Molla, che ha ricevuto il prestigioso premio Mario Rippa conferito ogni due anni dalla Società Italiana di Biochimica e Biologia Molecolare al miglior progetto di ricerca a livello nazionale nell’ambito della biochimica. Il dottor Molla è un ricercatore del Dipartimento di Biotecnologie e Scienze Molecolari dell’Università dell’Insubria e del centro di ricerca The Protein Factory attivato dall’Insubria in collaborazione con il Politecnico di Milano.

“L’obiettivo finale del progetto al quale stiamo lavorando – spiega Gianluca Molla – è arrivare alla produzione di piante modificate geneticamente resistenti al glifosate e capaci di trasformare tale sostanza in prodotti non pericolosi. Si pensi alla convenienza di una coltivazione, ad esempio di mais o di soia, dove il glifosate elimini selettivamente soltanto le piante infestanti oppure all’utilizzo di coltivazioni resistenti in processi di biorisanamento per eliminare l’erbicida dall’ambiente: ci sarebbero innegabili vantaggi di carattere economico ed ambientale, dovuti a una minore diffusione dei diserbanti”.

14 aprile 2010
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