Milano

I due imperi dell’antichità si scontrano a Palazzo Reale

Due grandi protagonisti dell’antichità a confronto nella mostra milanese “I due imperi: l’aquila e il dragone”, che aprirà le sue porte a Palazzo Reale venerdì 16 aprile (e resterà aperta fino al 5 settembre). Oltre 450 capolavori dell’antica Cina e dell’Impero Romano, per una vetrina che vede la collaborazione tra il Ministero per i Beni e le Attività Culturali italiano e la Repubblica Popolare Cinese. Si potrà così confrontare i due più importanti imperi della storia, l’Impero Romano e le dinastie cinesi Qin e Han nel periodo che va dal II sec. a.C. al IV sec. d.C. Una rassegna che ha fatto la sua prima tappa a Pechino, al Beijing World Art Museum, in occasione del 60° anniversario della fondazione della Repubblica Popolare Cinese e successivamente a Luoyang, al Luoyang Museum. E dopo Milano la mostra inaugurerà l’Anno della Cina in Italia il prossimo 6 ottobre a Roma, alla Curia del Foro Romano e al Colosseo.

“Non solo due imperi: quello romano e quello cinese, ma anche due grandi mondi in un ampio e importante arco temporale – spiega Massimiliano Finazzer Flory, assessore alla Cultura del Comune di Milano -. Perché porre in dialogo due culture che incarnano e simboleggiano Occidente e Oriente significa aprirsi alla storia dei popoli, alle usanze, i costumi, le leggi, l’economia, il pensiero, le arti. Attraverso un movimento che conduce all’archeologia all’antropologia. Per scoprire, con qualche sorpresa, che le tangenze fra civiltà apparentemente distanti non sono poche”.

Unica nel suo genere, la mostra vede la partecipazione delle più importanti sedi museali di Cina e Italia con quasi 50 musei coinvolti e oltre 450 opere. Ben 36 sono i musei prestatori in Cina con opere provenienti dalle province dello Shaanxi, (sede della Capitale dell’Impero Chang’an), dello Henan, Hebei, Jiangsu, Liaoning, Hunan, Guandong, Guanxi e dal Gansu, che concedono reperti prestigiosi, alcuni dei quali classificati come tesori nazionali, e mai usciti prima dal territorio cinese. Per la parte Italia, saranno protagonisti i più importanti siti e musei archeologici nazionali.

Tra le opere in mostra i famosi guerrieri di terracotta, una veste funeraria di giada, un sarcofago laccato con preziosi intarsi di giada, il prezioso stendardo in seta dipinta e il corredo funerario di Mawangdui, con lacche e bronzi, affreschi di epoca Han, modelli di case, utensili in bronzo e oro, testimoni di un florido impero cinese, e molti dei quali mai usciti fin ora dai confini nazionali, saranno affiancati da altrettanto maestosi gruppi statuari in marmo, affreschi, mosaici, utensili in argento, altari funebri appartenenti alla tradizione dell’impero romano.

Impero romano e impero cinese: le radici del confronto. Le dinastie Qin e Han e l’Impero romano, avendo avuto un ruolo di assoluta e indiscussa importanza nell’antichità, hanno gettato le basi di strutture politiche e sociali valide ancora oggi, stabilendo regole capaci di influenzare fortemente la storia dei secoli successivi. Agli inizi della nostra era, e per pressappoco i due secoli successivi, circa la metà dell’umanità si è venuta a trovare sotto il controllo di uno dei due grandi poteri: l’Impero Romano e l’Impero Han, ai poli opposti dell’Eurasia. Due Imperi di pari dimensione (controllavano direttamente circa quattro milioni di chilometri quadrati di territorio) e pari popolazione (circa 50-60 milioni di abitanti) con burocrazie simili, divisi in un numero paragonabile di entità amministrative, con strutture militari enormi, capaci di imporre il rispetto ai vicini oppure di assoggettarli. Entrambi si consideravano al centro del mondo, di tutto il mondo, rispettivamente dell’Orbis Terrarum e del Tianxia (tutto quello che sta sotto il Cielo). Entrambi furono travolti da invasioni di popoli che consideravano “barbari”.

14 aprile 2010
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