Spettacoli

La rete teatrale “Sipari Uniti” giunta al capolinea?

Presentazione del cartellone con Moni Ovadia

Punto interrogativo sulla sopravvivenza della rete teatrale “Sipari Uniti” nel 2011. Dopo due edizioni, è a rischio la rete teatrale provinciale, costituita da 12 realtà operanti in provincia e che trovava il capofila nella Fondazione Culturale di Gallarate, una delle realtà più avanzate e solide del territorio. Eppure, per “Sipari Uniti”, sarà difficile rialzarsi dopo i due colpi mortali che si è trovata a ricevere. Un “uno-due” che, in termini pugilistici, porta spesso (non sempre) a gettare la spugna sul ring.

“Sipari Uniti” metteva in rete, oltre alla fondazione gallaratese, l’Associazione Aleph (Jerago con Orago), l’Associazione Arteatro (Cazzago Brabbia), l’Associazione Gli Eccentrici Dadarò, l’Associazione Filmstudio ’90 (Varese), la Compagnia Roggero Rizzi Scala, la Cooperativa Il Sorriso (Bisuschio), la Compagnia Teatrale Instabile Quick, Pandemonium Teatro di Bergamo – Teatro Stabile d’Innovazione, l’Associazione Progetto Zattera (Varese), Teatro Blu (Cadegliano Viconago), Teatro Fratello Sole (Busto Arsizio).

Il progetto di rete che coinvolgeva queste realtà è vissuto negli ultimi due anni grazie ad un cospicuo finanziamento arrivato da Fondazione Cariplo. Dalle casse della Cariplo è arrivato un finanziamento di 150 mila euro, l’anno scorso, salito poi a 175 mila, quest’anno. Nel 2011, Fondazione Cariplo chiuderà i rubinetti, più nessun finanziamento per la rete teatrale. Un colpo durissimo, che mette in forse la sopravvivenza di questa rete provinciale.

Ma il secondo colpo mortale è arrivato da Gallarate. La Fondazione culturale ha infatti deciso di abbandonare, dal prossimo anno, l’esperienza in rete. Chiusa la stagione teatrale in corso, il capofila del progetto se ne andrà. “E’ stata un’esperienza interessante, ma non ha dato vita ad una progettualità avanzata come ci si poteva attendere. E poi non è stata sviluppata un’adeguata condivisione dei progetti”. In che senso? “Nel cartellone sono presenti tante stagioni giustapposte, che però restano autonome. Non si vede un’identità comune”. Chiare le parole di Adriano Gallina, direttore della Fondazione culturale di Gallarate. Continua Gallina: “Se altre realtà vogliono proseguire l’esperienza, faccio loro i miei migliori auguri. Ma per quanto riguarda noi, non siamo più interessati ad una rete di natura esclusivamente geografico-territoriale. Dalla prossima stagione sceglieremo i nostri partner con altri criteri”.

E’ mancato insomma un valore aggiunto fatto di più condivisione e di progettualità di più alto profilo, una mancanza che ha portato Gallarate a maturare la decsione di staccarsi. Non una scelta imposta dalla mancanza di finanziamenti. “Assolutamente no – taglia corto Gallina -. La nostra scelta è legata a valutazioni di merito relative ai motivi per i quali, a nostro avviso, la rete non è mai decollata”.

12 aprile 2010
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