Economia

L’arte della cappuccineria svelata da Ascom

Cappuccino (putroppo) con il cacao

A Varese, alla pasticceria Buzzi si beve un ottimo cappuccino. Ma anche allo Zamberletti e dal Pirola in Corso Matteotti. Per non parlare della Brasiliana in via Manzoni e del mitico Buosi. Il buon cappuccino è l’esito di un insieme di buoni ingredienti, ma soprattutto di attitudini che vanno calibrate nel corso del tempo, che vanno dalla capacità di scaldare il latte, di mettere più o meno schiuma, di fare il caffè più o meno lungo. Un buon cappuccino non si può improvvisare, è il frutto di una nobile arte.

Poi c’è il grande dibattito: polvere di cacao sì o no? Io, lo dico subito, sono contrario. Il cacao riduce di molto il buon sapore del caffè. Lo attenua, non lo esalta. Sono contrario, ma nello stesso tempo sono copnsapevole che sul tema ci sono due (o forse più) scuole di pensiero.

Si potrebbe continuare a lungo. E, dunque, appare come un’iniziativa di grande interesse il corso di cappuccineria in programma per mercoledì 14 aprile, nell’aula di cucina della sede Confcommercio Ascom Varese, in via Valle Venosta 4. Otto intense ore di suggerimenti utili per la buona gestione e la perfetta organizzazione della caffetteria per rendere il bar ancor più accogliente e in grado di soddisfare i gusti di tutti i più raffinati palati. Il corso si svolgerà dalle ore 8.30 alle 17.30 ed è riservato a chi già opera e lavora nel mondo dei bar.

Un corso importante, che ci svelerà alcuni segreti della nobile arte della cappuccineria. Non tutti i segreti, perché per avere un quadro completo bisogna fare tanti cappuccini. E, mi raccomando, sempre serviti con un bel bicchiere d’acqua.

11 aprile 2010
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