Varese

I demoni di Monti al Lavit. Con musica di Branduardi

La scultrice Paola Ravasio accanto a M.M.M.

Balza all’occhio, nella mostra di Silvio Monti “Demoni assopiti e la leggenda dell’essere”, inaugurata ieri sera e ospitata, fino all’8 maggio, presso il vivace Spazio Lavit di Varese, uno spazio di arte e cultura che si sta imponendo in città, l’Omaggio a Sylvia Plath, una serie di cinque opere realizzate con tecnica mista su carta. Lettere e parole accumulate, poste sulla carta da sinistra a destra o viceversa, righe di parole grandi e più piccole. Campi di parole sui quali passano pennellate trasversali a distruggere l’ordine provvisorio e rimettere tutto in discussione. Opere dinamiche, ma drammatiche, metafore della vita dilaniata della poetessa. Con rimandi all’umano, dunque.

Le tre teste M.M.M., invece non sono dinamiche. Vertici di manichini che stanno altrove, o non ci sono mai stati. Differenti e lontane dal divertente Self Portrait, che osserva ironico e silenzioso i visitatori, piazzato proprio in mezzo allo Spazio Lavit. Segnali, tutti, di una creatività irriducibile e feconda, che porta l’artista varesino a realizzare opere che dall’umano sprofondano nella vita inerte della materia. E’ il caso delle tele nere, ruvide e materiche, in resina, del trittico Relazioni silenziose, dove i solchi profondi, immagini e frammenti di parole, sono i segni lasciati da lontani visitatori scomparsi.

Una rassegna molto articolata, in cui Monti si mette in mostra, con arte ed ironia. Sottolineata, quest’ultima, dal videomessaggio inviato all’inaugurazione di ieri sera da Giancarlo Ratti, impegnato sul set capitolino dei “Cesaroni”. Un video divertente e sarcastico girato nell’atelier dell’artista da Gigi Soldano, su testo critico di Lorenzo Mortara e con musica del cantautore Angelo Branduardi, presente al vernissage, anche in quanto compagno di viaggio dell’artista nella turné europea del 2003 dal titolo “Altro ed Altrove”. Oltre a Branduardi, era presente allo Spazio Lavit anche la scrittrice varesina Chiara Zocchi.

10 aprile 2010
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