Cultura

Al papà di Montalbano il Chiara alla carriera

Andrea Camilleri

Dopo lo stop del Chiara alla carriera dovuta all’improvvisa scomparsa dello scrittore Carlo Sgorlon, l’associazione Amici di Piero Chiara ha individuato un grande nome della nostra letteratura, qualcuno che, come parecchi critici sostengono, potrebbe ambire anche al Nobel: parliamo di Andrea Camilleri, che riceverà il Premio Chiara alla carriera sabato 1 maggio, alle 18, a Luino, presso Palazzo Verbania. Conducono Luca Crovi e Mauro Novelli, con interventi di ario Galli Presidente Provincia di Varese, Andrea Pellicini Sindaco di Luino e Ettore Mocchetti Direttore AD.

Ecco la motivazione: “Il Premio Chiara alla Carriera viene conferito ad Andrea Camilleri, per avere sedotto l’intero pianeta con la grazia inarrivabile delle sue storie, quintessenza di una Sicilia verissima e inventata”.

Andrea Camilleri è nato a Porto Empedocle (AG) il 6 settembre 1925. Vive da sessant’anni a Roma, dove dal 1948 al 1950 ha studiato all’Accademia di Arte Drammatica Silvio d’Amico, per poi lavorare come regista, sceneggiatore, autore per il teatro, la radio e la televisione. Ha portato in Italia per primo il teatro dell’assurdo di Beckett, con Finale di partita. Per conto della Rai, dove è entrato alla fine degli anni Cinquanta, ha messo in scena molte opere teatrali, sempre con un occhio di riguardo a Pirandello, e lavorato nelle vesti di delegato alla produzione di sceneggiati come Il tenente Sheridan e Le inchieste del commissario Maigret.

Col passare degli anni è tornato all’attività letteraria, già coltivata in gioventù con racconti e poesie. Esordisce nel 1978 col romanzo Il corso delle cose (Lalli), seguito nel 1980 da Un filo di fumo (Garzanti), primo di una serie di storie ambientate nell’immaginaria cittadina siciliana di Vigàta dopo l’Unità d’Italia. Tra esse spiccano La stagione della caccia (1992), Il birraio di Preston (1995), La concessione del telefono (1998), tutte edite da Sellerio. Fa storia a sé Il re di Girgenti (Sellerio, 2001), romanzo ambientato tra Sei e Settecento, in cui l’elemento spagnolo si somma all’impasto di italiano e dialetto siciliano, che caratterizza anche i gialli incentrati sulla figura del commissario Montalbano: inaugurati da La forma dell’acqua (Sellerio, 1994), ne sono usciti sino a oggi una quindicina, molti dei quali trasposti in una fortunata serie televisiva. Tra i numerosi altri volumi firmati da Camilleri vale la pena di ricordare almeno la Biografia del figlio cambiato (Rizzoli, 2000), su Pirandello, e Il colore del sole (2007), ricostruzione fantastica degli ultimi anni di Caravaggio, uscita presso Mondadori, dove sono apparsi anche due Meridiani che ne raccolgono le opere, Storie di Montalbano (2002), a cura di Mauro Novelli, e Romanzi storici e civili (2004), a cura di Salvatore Silvano Nigro. Nel breve giro di un decennio Andrea Camilleri è diventato lo scrittore italiano più letto e amato al mondo, tradotto in tutte le lingue principali. Ha ricevuto quattro lauree honoris causa e ottenuto un’infinita serie di riconoscimenti, tra i quali si possono ricordare il titolo di Grande Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana (2003), il Premio Internacional de Novela Nigra (2008) e il Premio Letterario Cesare Pavese (2009). Da poche settimane nelle librerie è il romanzo Il nipote del Negus (Sellerio), uscito anche in audiolibro, letto con voce inconfondibile dallo stesso Camilleri.

9 aprile 2010
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