Milano

A Milano marciano i 500 sindaci guidati da Fontana

Cinquecento sindaci lombardi hanno protestato questa mattina a Milano. Prima si sono dati appuntamento, con la fascia tricolore, a piazza San Babila, e poi hanno raggiunto la prefettura. Una protesta che ha visto una partecipazione bipartisan, ma che nello stesso tempo ha suscitato più di una perplessità, per l’atto della restituzione simbolica al prefetto della fascia tricolore, da sempre il simbolo dell’unità del Paese. Motivi della mobilitazione vincoli del patto di stabilità e tagli dei trasferimenti agli enti locali, oltre che la richiesta di restituire l’Ici dopo l’abolizione della tassa sulla prima casa.

Una scelta di scendere in piazza abbastanza controversa, che è sì partita da Anci Lombardia, ma che ha visto tra i protagonisti il presidente dell’Anci, il sindaco di Varese, Attilio Fontana, esponente di vertice di un partito che non ha mai nascosto la sua contrarietà all’unità d’Italia. Fontana ha dichiarato che tra le finalità della manifestazione, quella di “dare una spallata all’assistenzialismo, ai soldi a pioggia a chi sbaglia, alle penalità date a chi, come noi, ha sempre rispettato gli impegni. Questa mobilitazione vuole essere uno stimolo per governo”.

In piazza San Babila c’erano amministratori di tutti i colori politici, tra i quali sindaci leghisti come Fontana, ma anche primi cittadini targati Pd, come i sindaci di Sesto San Giovanni Giorgio Oldrini, di Lecco Virginio Brivio e di Lodi Lorenzo Guerini, oltre che amministratori locali appartenenti al Pdl, come i sindaci di Bergamo Franco Tentorio e di Monza Marco Mariani.

Letizia Moratti, come annunciato, non ha partecipato alla manifestazione dei sindaci ribelli, ma ha dimostrato di condividere l’iniziativa, pur contestandone il metodo. Ha commentato il presidente di Anci Lombardia, Attilio Fontana: “Sono dispiaciuto che il primo cittadino di Milano non sia sceso in piazza: sarebbe stata felice nel vedere tanti suoi colleghi che marciano insieme nella sua città”. La Moratti, tuttavia, è riuscita a strappare a Gianni Letta un tavolo istituzionale  di confronto a Palazzo Chigi.

8 aprile 2010
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Un commento a “A Milano marciano i 500 sindaci guidati da Fontana

  1. pippo il 8 aprile 2010, ore 18:01

    GIUSTA E INEVITABILE PROTESTA DEI COMUNI
    Il Sindaco Fontana pero’ fa il gioco delle tre carte, specialità della Lega

    L’Associazione dei Comuni ANCI scende in piazza per denunciare una situazione insostenibile, un impoverimento delle autonomie locali che non ha precedenti nella storia repubblicana. E inaudita la consegna, sia pure simbolica, della fascia tricolore al Prefetto di Milano.
    La crisi dei Comuni, per i tagli decisi dal Governo e dalla maggioranza parlamentare di Centrodestra, causa immediatamente l’impoverimento della società per l’incapacità di fare investimenti, opere e progetti. Questa scelta viene pagata dalle categorie sociali piu’ in difficoltà, dai poveri, dai lavoratori che perdono il posto di lavoro. Basti pensare che la Regione Lombardia ha deciso un taglio del 60% degli interventi sui sevizi sociali.
    Il Governo impedisce ai Comuni di svolgere una attività autonoma: questa è l’essenza del federalismo leghista. E non si tratta di lotta agli sprechi: basti pensare al dispendio di risorse che derivano dalla privatizzazione della sanità, ai bonus per la scuola privata, senza criterio e senza fasce di reddito e anche al ripiano del debito del Comune di Catania portato al disssesto dalla Giunta di Centrodestra o , per stare a Varese, la disparità di trattamento tra le varie scuole e le sproprzionate somme per il Mondiali di ciclismo
    Sia chiaro , noi siamo con i Sindaci. Consideriamo ingiustificata la politica governativa che penalizza i Comuni.
    Anche con il Sindaco Fontana, la cui situazione pero’ è pietosa : ha raggiunto la capacità di fare il gioco delle tre carte, tipica del suo partito, la Lega. Il peggio della politica.
    Spararle grosse, ma poi votare i tagli sociali, con il Governo regalare impunità agli evasori con lo scudo fiscale e infine , nei Comuni, aumentare le addizionali, caricate sull’IRPEF naturalmente, cioè ancora sul mondo del lavoro, sulle imprese, sulle buste paga, sui lavoratori dipendenti che pagano gran parte del fisco in Italia.
    La propaganda leghista serve a nascondere questa realtà; è un carico, una zavorra per Varese.
    C’è una differenza profonda tra la proposta della Sinistra ( intervento diretto dello Stato, che ha salvato il sistema bancario responsabile della crisi, nel tessuto economico per fuoriscire dalla crisi) e della Destra che opera per impoverire la società e riprodurre un modello di sviluppo ingiusto e che non tiene piu’.

    Giuseppe Pitarresi, Consigliere comunale PdCI- Federazione della Sinistra Varese

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