Varese

Barocco Lombardo, la mostra-fantasma di cui si parla

Una tela del Morazzone

Non si è mai parlato tanto di una mostra-fantasma come sta accadendo ormai da mesi a Varese. Nulla è confermato, tutto resta sempre nel vago. Eppure se ne continua a parlare. E il motivo è semplice: si parla di quella che, dopo anni, almeno per ciò che riguarda i Civici Musei di Varese, potrebbe essere la prima, vera e grande mostra ospitata nella città giardino, con un buon appeal verso l’esterno e, forse, anche interessanti ricadute economiche.

E’ ciò che sta accadendo a margine di quella che prima avrebbe dovuto essere una mostra dedicata al pittore Francesco Mazzucchelli più noto come Morazzone, e che ora si è trasformata in una mostra sul Barocco Lombardo. Una manifestazione che Palazzo Estense dovrebbe mettere in cartellone per febbraio-marzo 2011, e dovrebbe svolgersi in tre sedi espositive simultaneamente: Castello di Masnago, Sala Veratti, Villa e Collezione Panza. Una mostra che, tra le altre cose, unirebbe in un unico percorso espositivo tre luoghi che finora hanno sempre camminato ognuno per conto proprio. Le sinergie vere appaiono anche all’orizzonte del capoluogo? Urrah.

L’evento-fantasma si preannuncia come qualcosa di grandioso. A partire dal curatore della rassegna, certamente uno dei migliori e più acuti critici d’arte (ma anche accattivante e colto scrittore, leggete il suo Mantegna volume uno Feltrinelli) che si aggirino nel campo dell’arte, Giovanni Agosti. A dire il vero, personaggio è già stato “arruolato”, come curatore, per una piccola mostra che sarà ospitata, in Sala Veratti, dal 10 ottobre 2010 e il 9 gennaio 2011, dedicata ad opere della Pinacoteca di Rancate (Canton Ticino).

Questa mostra-fantasma ha conosciuto una lunga serie di “stop and go”. Dapprima, la mostra sul Morazzone avrebbe dovuto essere curata da un gruppo di studiosi, come Francesco Frangi e Alessandro Morandotti, curatori dell’ultima vera mostra che si ricordi al Castello, quel “Ritratto in Lombardia”, del lontano 2002. Il progetto era rimasto sospeso per varie ragioni, fino a quando, recentemente, entrò in scena Vittorio Sgarbi che, insieme al professor Andrea Spiriti, avrebbe rilanciato la mostra, supportato dalla Fondazione Labus Pullé. Poi, in seguito a polemiche e scontri con esponenti leghisti, e uscito di scena Sgarbi, ora il progetto potrebbe tornare in auge, come mostra sul Barocco Lombardo, con la garanzia scientifica di Agosti e la prestigiosa partnership del Fai.

Tutto ciò avverrà veramente? La mostra si spoglierà del velo del fantasma per indossare le vesti dell’evento veramente in cartellone? Poche le battute espresse recentemente dal sindaco-assessore alla Cultura, Attilio Fontana, in proposito, alla giornalista Laura Balduzzi di  “Lombardia Oggi”: “se non si trovano i finanziamenti non se ne fa nulla”. Attendiamo con pazienza, per vedere se, almeno questa volta, una bella mostra se la potrà permettere anche il capoluogo.  E non solo Gallarate.

7 aprile 2010
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