Busto Arsizio

Per la Sindone, il sacro del Sociale va in scena

Un momento della rappresentazione sacra

E’ l’incipit della lauda duecentesca “Pianto della Madonna” di Iacopone da Todi -“Donna del Paradiso, lo tuo figliolo è priso”- a dare il titolo alla sacra rappresentazione che il teatro Sociale di Busto Arsizio e l’associazione culturale “Educarte” propongono in occasione dell’ostensione della Santa Sindone, evento che dal 10 aprile al 23 maggio porterà, nel Duomo di Torino, quasi 2 milioni di fedeli.

Lo spettacolo, invitato nella città sabauba dall’Ordine dei cavalieri della spada e del silenzio della regina Caterina Cornaro, si inserisce all’interno dell’iniziativa “I cavalieri della Sindone”, un pellegrinaggio a cavallo che, dal 2 al 9 aprile, vedrà otto cavallerizzi italiani ed otto francesi ripercorrere il cammino effettuato nel 1578, quando il “santo lenzuolo” venne portato da Chambéry a Torino, all’interno di Palazzo Reale, per abbreviare il viaggio dell’anziano san Carlo Borromeo che desiderava venerare la reliquia.

Palcoscenico di “Donna del Paradiso, lo tuo figliolo è priso”, spettacolo programmato per la serata di venerdì 9 aprile (ore 21.00), sarà la Real Chiesa di San Lorenzo in Torino, pregevole capolavoro architettonico di stile barocco, progettato dall’architetto e monaco Guarino Guarini, al cui interno è custodita una copia, a grandezza naturale, della Sindone. Qui, negli spazi della Cappella ducale, gli attori della compagnia stabile di piazza Plebiscito, insieme con i ballerini della “Star Dance” di Turbigo, porteranno in scena una versione ridotta della sacra rappresentazione proposta al santuario di Santa Maria di piazza in Busto Arsizio, in occasione della Settimana santa e della stagione cittadina “BA Teatro”. L’allestimento, per la regia di Delia Cajelli e con le coreografie di Elisa Vai, sarà completato da alcuni quadri scenici sul “Mortorio” di Cristo, estrapolati dalla sacra rappresentazione “La Passione”, proposta dal teatro Sociale di Busto Arsizio nel 2009, in occasione della Festa del Crocifisso di Castano Primo. Sul palco saliranno Ambra Greta Cajelli, Delia Cajelli, Giovanni Foscarin, Gerry Franceschini, Ada Garufi, Mario Piciollo, Anita Romano e Claudio Tettamanti.

Lo spettacolo, proposto al termine del viaggio di 240 chilometri che i cavalieri della Sindone compiranno nell’arco di 7 giorni per portare simbolicamente il “sacro lino” a Torino, prende spunto da alcune delle più importanti opere, appartenenti alla letteratura sacra e non, che hanno tratteggiato la figura di Gesù Cristo e della Madonna: dai Vangeli canonici ed apocrifi al recente libro “In nome della Madre” di Erri De Luca, da alcune sacre rappresentazioni del XIV e il XV secolo a toccanti laude medioevali, come la struggente e drammatica poesia “Pianto della Madonna” di Jacopone da Todi.

L’annunciazione da parte dell’arcangelo Gabriele, la nascita di Gesù, l’incontro tra il Cristo e la Samaritana, il tradimento di Giuda Iscariota e il suo rapporto con la comunità degli apostoli, l’arresto del Signore nell’orto del Getsemani, il processo nel pretorio di Pilato, la deposizione dalla Croce e il lamento di Maria e della Maddalena sono solo alcuni dei quadri scenici che compongono “Donna del Paradiso, lo tuo figliolo è priso”.

Ne emerge un ritratto a tutto tondo della “Passio Christi” e un affresco intimo di Maria di Nazareth, vista come una donna dal destino speciale: umana nella sua quotidianità, nella dimensione di sposa e madre amorevole, ma miracolo vivente della verginità che si fa carne. La Madonna è, per usare le parole di Erri De Luca, un’«operaia della divinità», che porta in grembo, senza seme, un figlio che è suo, ma che è anche di Dio. Un figlio dal destino già segnato in partenza, condannato a morire in croce, tra le lacrime della madre, come racconta Iacopone da Todi: «Figlio bianco e vermiglio, figlio senza simiglio, figlio, e a ccui m’apiglio? Figlio, pur m’ài lassato! Figlio bianco e biondo, figlio volto iocondo, figlio, perché t’à el mondo, figlio, cusì sprezzato? Figlio dolc’e placente, figlio de la dolente, figlio àte la gente mala mente trattato».

“Lo spettacolo proposto a Torino -spiega Delia Cajelli- si chiuderà con la rappresentazione della Resurrezione di Cristo, ricreata attraverso una luce bianca potentissima. Un omaggio, questo quadro scenico, alla Sindone”, a quel sudario di lino con l’immagine di un uomo, torturato e ucciso mediante crocifissione, che da sempre affascina fedeli e scienziati. All’evento il patrocinio del Comune di Busto Arsizio e un contributo “una tantum” dalla Fondazione Cariplo di Milano.

Un appuntamento, dunque, non solo di forte spessore storico e religioso, ma anche di grandi suggestioni sceniche quello che propongono l’associazione culturale “Educarte” e il teatro Sociale di Busto Arsizio a Torino, offrendo al pubblico l’occasione di rivivere per una sera le atmosfere del teatro sacro medioevale, di scoprire come nel “secolo buio” il popolo meditava sul mistero pasquale, del quale il “santo lenzuolo”, per chi ha fede, è il segno tangibile.

2 aprile 2010
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