Riapre Casa Testori. E si riparla di Pier Paolo Pasolini

La casa di Testori a Novate

Spesso si guarda alle iniziative che riguardano Giovanni Testori con un misto di timore e tremore. Proprio perché si registra lo scarto tra la complessità del personaggio e la tendenza a semplificarla. Una tentazione sempre dietro l’angolo, quella di canonizzare lo scrittore, impoverendone l’avventura umana e intellettuale. Una tentazione da cui non è esente neppure l’associazione a lui intitolata, pur benemerita nel non lasciare cadere nel dimenticatoio questa grande figura del nostro panorama culturale.

A partire dal prossimo giugno l’Associazione Testori gestirà per cinque anni la casa di Testori a Novate Milanese, quella affacciata alle Ferrovie Nord. L’inaugurazione è in programma per il 9 giugno con la seconda edizione di “Giorni felici. 23 artisti in 23 stanze a casa Testori”. Successivamente, e questa è una delle novità che, forse, scongiurano quella tendenza irenica e impoverente di cui si parlava, nel febbraio 2011, sarà allestita la mostra “Pasolini a casa Testori”, con i disegni di PPP e un percorso parallelo sulla storia dei due artisti, tra Roma e Milano.

E poi, visto che ci siamo, si può leggere con interesse un volumetto appena uscito piuttosto originale: si chiama “Testori 8 e 43”, e lo ha scritto Ambrogio Borsani (edito da Archinto), una bellissima evocazione dei viaggi e delle conversazioni tra l’autore e lo scrittore, entrambi pendolari sui treni delle Nord. In quei treni scassati spuntano i fantasmi di Luchino Visconti, Pasolini, Géricault, Alain Delon, Arbasino, Grünewald, Gadda, Rubens, papa Wojtyla, Montale, Tanzio da Varallo, Giulio Einaudi… E poi compaiono folle di poveri disperati e sublimi dementi, boxeur, prostitute, mariuoli, magnaccia, ragazzi sbandati e apocalittici disintegrati, i protagonisti dei primi libri di Testori.

30 marzo 2010
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