Varese

Elezioni, a Varese la Lega non sorpassa

Palazzo Estense

Tre i principali dati di queste elezioni regionali viste da Varese. Tre elementi sui quali si deve riflettere a freddo, ora che si è chiusa una campagna elettorale nervosa e si sta per aprire una nuova legislatura al Pirellone che dovrà affrontare diversi problemi aperti.

Prima di tutto e sopra tutto, c’è stato il non voto, un grande partito invisibile e in crescita di cui tutti devono preoccuparsi. Nel Paese si è registrato un calo dei votanti alle regionali di quasi 8 punti percentuali: come dire che un italiano su tre non è andato alle urne. Come giustamente segnalato dal ministro degli Interni, Roberto Maroni, “l’astensione registrata alle elezioni regionali è un segnale di disaffezione da parte dei cittadini”. Per quanto riguarda la provincia di Varese, il partito del non voto ha ridotto addirittura del 9% l’affluenza dei votanti.

In secondo luogo, il vero vincitore è stato Formigoni, al quale è stato attribuito un consenso forte e indiscutibile. Il presidente uscente inaugura il suo quarto mandato con il 56% dei consensi. Una maggioranza bulgara che Formigoni ottiene nonostante vari incidenti di percorso, come il blocco della sua lista, poi liberata grazie ad una battaglia legale. Il principale competitore, Filippo Penati, candidato presidente del Pd, si ferma invece al 33%. Da aggiungere che il candidato Pdl più vicino al presidente, l’assessore uscente Raffaele Cattaneo, ha ottenuto a Varese un vero plebiscito, con più di 14 mila preferenze. Un risultato che conferma come la componente ciellina resti la più forte e la più organizzata nell’ambito del Pdl.

Poi c’è il risultato ottenuto dal Carroccio, che scommetteva sul proprio decollo e sul sorpasso nei confronti degli alleati del Pdl. E invece no: la Lega resta inchiodata al suo ruolo di eterna seconda. E ciò accade a Varese (Pdl 33 e Lega 26), a Busto (Pdl 35 e Lega 29) e a Gallarate (Pdl 36 e Lega 26). Quindi nessun sorpasso, ancora una volta e, per quanto riguarda Varese, un ulteriore indebolimento, nella Giunta, del sindaco e della componente leghista. Tra l’altro l’esponente di punta del Carroccio, l’assessore all’Urbanistica Fabio Binelli, arriva, come preferenze, dopo Longoni, Ruffinelli, Vedani e Specchiarelli. Dunque probabile un ravvicinato regolamento di conti all’interno della maggioranza di centrodestra di Palazzo Estense, con possibile contorno di rimpasto.

30 marzo 2010
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Un commento a “Elezioni, a Varese la Lega non sorpassa

  1. Filippo il 30 marzo 2010, ore 14:56

    Per Formigoni inizia il quarto – meritato – mandato che nel 2015 gli farà tagliare il traguardo – evocato come uno spauracchio – del ventennio. Se il sorpasso della Lega nel Varesotto e in Lombardia non c’è stato bisognerà guardare al futuro e alle prossime scadenze elettorali per capire che gli uomini del Carroccio intendono occupare comunque tutti i posti cardine dell’asse formato dalle regioni del Nord.

    Cinque anni – quelli che abbiamo davanti – sono tanti e il periodo è lungo. Quanto basta – spero – perché Formigoni (e suoi) cerchi di creare la base per una successione degna e all’altezza in grado di fermare le mire espansionistiche di Bossi. E il punto di partenza non può che essere la componente ciellina cui appartiene che con Raffaele Cattaneo a Varese e Mario Sala a Milano ha fatto il pieno di voti.

    Un ultimo pensiero, poi, va alla lotta interna al Pdl suddiviso ulteriormente – e non completamente – tra corrente laica e ex-An. Come già si è sperimentato nelle gestioni comunali congiunte di centrodestra targate Lega-Fi, così anche all’interno del partito più rappresentativo d’Italia le differenze e soprattutto le lotte di potere sono destinate ad emergere con più forza. Chissà che prima o poi gli elettori non se accorgano.

    L’appuntamento è per l’anno prossimo quando al voto, oltre a Milano, andranno i comuni di Varese, Busto e Gallarate.

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