Cinema

Ritorna la voce di Stratos in un dvd Feltrinelli

Demetrio Stratos

Più di trent’anni dalla sua scomparsa, finalmente un’iniziativa per riaprire un discorso che si è interrotto bruscamente: il discorso su Demetrio Stratos. Una voce che ha lasciato il proprio marchio indelebile su un’epoca e su una generazione. Un personaggio che, al pari soltanto del geniale disegnatore Andrea Pazienza (per ora sospendiamo il giudizio su Franco “Bifo” Berardi), è riuscito a riassumere in sé l’ultimo movimento giovanile, quello del ’77. Ora riparliamo di Stratos grazie a “La voce Stratos”, documentario prodotto dalla Route1 di Torino su una delle voci più strordinarie del ’900, uscito in dvd per la “Real Cinema”, la collana di cinema pubblicata dalla Feltrinelli più bizzarra al mondo, dato che in catalogo si trovano gioielli e banalità, pellicole di qualità eccelsa e prodotti di basso profilo, spesso senza nulla di intermedio.

Una collana che propone sempre anche un libro, e questo è il secondo problema della collana Feltrinelli. I volumi in molti casi non sono che una raccolta antologica di cose pubblicate qui e là, materiali a volte non interessanti, a volte obsoleti. Questa volta, lo sforzo è stato maggiore e ne è risultato il volume “Oltre la voce”, ampia raccolta di testi (112 pagine) che analizzano la carriera di Stratos con particolare riferimento all’utilizzo della voce. La scelta dei testi, curata da Anastasia Plazzotta delle edizioni Feltrinelli, in collaborazione con gli autori del film Luciano D’Onofrio e Monica Affatato. Ci sono testi di Enzo Gentile, Alessandro Besselva Averame, Antonio Oleari, Gianni Emilio Simonetti, Francesco Avanzini e Diego Cossu, Janete El-Haouli.

Il film è davvero interessante. Esso documenta le continue contaminazioni realizzate da Stratos tra musica commerciale, rock, jazz, musica contemporanea e avanguardia più radicale. Un film anche su un mito, che Demetrio è stato negli anni Settanta, con una voce che esprimeva la voglia di cambiare e di superare i vecchi schemi. Stratos nasce in Egitto da genitori greci e arriva in Italia negli anni ’60, per iscriversi all’Università. Diventa la voce dei Ribelli, gruppo di punta del “beat italiano”. Poi è tra i fondatori degli Area, uno dei più innovativi gruppi di pop sperimentale, che porta la musica nelle strade e nelle manifestazioni, oltre che su disco e nei concerti. Parallelamente agli Area, Stratos inizia a studiare la voce come puro strumento musicale e sonoro, realizza dischi per sola voce e lavora con artisti del calibro di John Cage. Le registrazioni e le misurazioni effettuate nei Centri di Fonologia testimoniano che oltre ad avere una gamma di emissione amplissima, ha la capacità di emettere due e anche tre suoni di frequenza diversa in contemporanea.

La ricerca di Stratos sulla voce ha segnato un punto di non ritorno nell’esplorazione della voce umana come strumento musicale, nell’abbandono del linguaggio verbale come forma unica e privilegiata di espressione musicale legata alla voce. Nel marzo ’79 Demetrio viene ricoverato dapprima a Milano, poi al Memorial Hospital di New York per una grave forma di aplasia midollare. Muore a New York il 13 giugno del 1979, proprio alla vigilia di un concerto organizzato per raccogliere fondi per le costose cure. Il concerto all’Arena civica si tramutò in un colossale tributo all’artista e all’uomo. Sul palco si alternarono un centinaio di musicisti di fronte ad un pubblico di oltre 60mila spettatori.

29 marzo 2010
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