Varese

“Sferica”, la provocazione-Morandini sveglia il Castello

Marcello Morandini e Chiara Zocchi

Da tempo immemorabile non si vedeva tanta gente per cortili, sale, corridoi del Castello di Masnago. Ad un certo punto, ieri pomeriggio, le auto impedivano il passaggio nella strada che, dalla chiesa, conduce al Castello. Un pubblico che, presente in questa misura, ha spiazzato lo stesso curatore della mostra “ArtParty”, Marcello Morandini. “Sì, certamente pensavo a tanta gente, ma non in queste dimensioni”. Un taglio del nastro preceduto dall’introduzione del sindaco di Varese, Attilio Fontana, dello stesso Morandini e di Chiara Zocchi, curatrice dell’ultima sezione dedicata alla letteratura, nella Stanza degli svaghi. Gremita all’inverosimile e dal caldo soffocante.

Si è aperta, in questa cornice, il primo evento di “Sferica”, il percorso ideato da Morandini per camminare all’interno della creatività del nostro territorio. Seguirà una mostra dedicata agli architetti curata da Blumer e un’ultimo evento che riguarderà fotografi, scelti da Giorgio Lotti, e letterati, scelti dalla Zocchi. Il tutto collegato dal fil rouge della sfera.

Certamente di forte impatto, questo primo segmento di “Sferica”. 36 enormi sfere monocrome e multicolori, lisce e frastagliate, graziose e inquietanti, ironiche e serie, sono state fatte rotolare, come dice l’architetto Blumer, all’interno del Castello, con un effetto visivo certamente intenso. Meno raggiunto, invece, il secondo obiettivo: quello di fare dialogare queste sculture sferiche con il contesto museale, spazi delle mostre temporanee, spazi della collezione permanente. La mostra “ArtParty” resta un interessante tentativo di allestire un percorso originale, che tuttavia resta avulso dal resto.

Ma certamente la cosa principale resta il fatto che, dopo anni, il Castello è tornato a respirare, a muoversi, a scrollarsi dalle spalle un po’ di polvere. Nulla di definitivo, per carità, niente che faccia pensare all’abnegazione culturale dell’amministrazione della vicina Gallarate, ma un primo passo nella direzione giusta è stato fatto. Parafrasando l’appello repubblicano lanciato ai francesi da De Sade, si potrebbe dire: Varese, ancora uno sforzo per ridare vita ai Civici Musei.

28 marzo 2010
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