Lettere

Terza pista di Malpensa? No, grazie

Ho partecipato domenica scarsa alla manifestazione tenutasi in via Gaggio a Lonate Pozzolo, contro l’apertura della terza pista della Malpensa, che distruggerebbe una vasta parte della residua brughiera.  Cercando la formulazione più semplice del problema, mi piacerebbe esprimerlo in questi termini:  per andare comodamente a fare un viaggetto alle Baleari, siamo disposti a sacrificare la brughiera? Diamo priorità alla salvaguardia dell’ambiente in cui viviamo, o alla libertà di movimento?

In realtà ci sono già 2 piste in funzione, e noi andiamo già comodamente a fare un viaggetto alle Baleari. Forse la terza pista serve a spostarci di più e più comodamente di quanto già facciamo.

Formulo meglio il problema:  per andare più comodamente e più in fretta a fare un viaggetto alle Baleari, siamo disposti a rendere invivibile un’area così vasta?  L’area resa invivibile non è sola quella destinata all’aeroporto, ma anche tutta quella intorno, se non altro per il rumore insopportabile. Il rumore degli aerei che si apprestano ad atterrare, praticamente continuo, ha su di me l’effetto che io mi auguro abbia sulle talpe l’apparecchio che ho installato nel mio giardino, che emette un fischio ogni tanto.

Vogliamo dunque sacrificare ciò che è necessario per il nostro benessere psico- fisico, al fine di avere non il superfluo (che abbiamo già e in quantità consistente), ma più superfluo? Come vede, caro direttore, mi piace il moralismo. Che male c’è?

Ma fonti autorevoli mi sussurrano all’orecchio che in realtà 2 piste sono più che sufficienti, che in altri aeroporti 2 piste consentono un traffico ben superiore a quello attuale di Malpensa, che è assurdo fare una terza pista proprio ora che il numero di voli tende a diminuire e che compagnie aeree prestigiose lottano per non fallire.

Allora anch’io, che tendo a dire che le complicità sono diffuse e che la colpa è di tutti noi, in questo caso devo capitolare ed ammettere che la colpa non è di tutti ma di pochi, che arricchirebbero con questo progetto. Il partito del fare, a Lonate Pozzolo e altrove, continuamente prende iniziative. Questo porterà ben presto alla fine delle iniziative, perché il terreno disponibile finirà.

Prima che ciò avvenga, dovere di tutti (ci risiamo col moralismo!) è lottare con le unghie e coi denti affinché questi progetti vengano bloccati e prevalga l’interesse di tutti, anche di quelli non ancora nati, sull’ingordigia di pochi.

Viva via Gaggio Viva.

Distinti saluti.

Silvio Riva

26 marzo 2010
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