Varese

La sfera salverà la cultura? Morandini ci prova

Giorgio Lotti

A Varese la sfera diventerà il chiodo fisso, il marchio di fabbrica, il biglietto da visita della città per tutto il mese di aprile. Sta infatti per partire una grande iniziativa ideata e curata da Marcello Morandini, autorevole personalità della cultura e importante designer internazionale. Nell’ambito della nuova stagione di mostre e iniziative in programma in quegli spazi grigi che sono i Civici Musei di Varese, Morandini aveva la possibilità di fare una mostra di opere con la sua Associazione Liberi Artisti. Poteva diventare la solita mostra, l’ennesima mostra di artisti varesini. E invece no. Morandini ha pensato in grande e si è lanciato in una sfida coraggiosa. Sì, qualche volta accade anche a Varese.

Sono nate tre mostre, distinte e coerenti tra loro, che, ospitate presso il Castello di Masnago, visiteranno la creatività che opera a Varese nella arti visive, in architettura, in fotografia e nella scrittura. Una mappa di ciò che si muove da queste parti non esaustiva, ma di tendenza, capace di alludere più che di asserire. Un progetto che, come ha detto Morandini, “è nato dalla volontà di creare collaborazioni e sinergie, una volontà che mi auguro possa durare nel tempo e dare vita ad altri eventi”. Così, il progetto sarà, in parte, svelato domani pomeriggio 27 marzo, alle ore 18, al Castello, con la prima parte delle tre: “ArtParty”, 36 opere d’arte originali a forma sferica, naturalmente.

Curatore del secondo segmento è l’architetto Riccardo Blumer, che il 10 aprile, alle 18, presenterà 42 progetti architettonici sferici, realizzati da

Riccardo Blumer

altrettanti architetti del nostro territorio. “Un dialogo e una relazione tra arti diverse, esperienze che si realizzavano in passato, e che poi sono andate perdute”.

E’ il maestro della fotografia Giorgio Lotti a curare la sezione fotografica, che sarà inaugurata insieme a quella dedicata alla scrittura, curata, invece, dalla scrittrice Chiara Zocchi, al via sabato 24 aprile, alle 18. “Ho scelto persone che hanno un valore molto forte, e penso che la mia sezione costituisca un germoglio di ricerca in letteratura, un terreno su cui siamo rimasti indietro rispetto a Francia e Spagna”. E così potremo conoscere, come dice la Zocchi, maestri dell’animazione come Giorgio Ghisolfi, scrittori popolari come Aldo Nove, raffinati poeti come Fabio Scotto, personalità affermate come Dino Azzalin e Silvio Raffo, giovanissimi poeti molto promettenti come Viviana Faschi, Giovanni Calarco e Giuseppe Della Misericordia.

Insomma, un evento importante che, forse, può portare una piccola fiammella nella notte che domina in molti spazi culturali varesini, Musei Civici in primis.

26 marzo 2010 Andrea Giacometti direttore@varesereport.it
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