Cultura

Il mondo si globalizza, Varese punta sulle identità locali

Una vecchia immagine della Valganna

Ancora dialetti, ancora identità locali. Così mentre il mondo sta già a casa nostra, mentre tutto si globalizza, a Varese si continua a battere sul tasto della cultura locale. Con un pizzico di nostalgia si continua a guardare l’orticello di casa propria e non si getta quasi mai lo sguardo oltre. Tant’è. Ultimo arrivato il ciclo “Gente e Paesi. Tre incontri per conoscere le identità territoriali”, che sono stati promossi dal Comune di Varese e da Varesevive, l’associazione alla quale è stata affidata la gestione di uno degli spazi dei Civici Musei, la Sala Veratti.

Come si legge nel pieghevole dell’iniziativa, “l’identità di un paese, grande o piccolo che sia, si rispecchia nella identità comune della sua gente, che riflette in varie forme il significato di appartenenza ad una ed una sola città, e non ad un’altra”. Quindi, identità e appartenenza al centro, concetti quanto mai ambigui e facilmente strumentalizzabili. Si legge ancora: “serate per incontrare le persone, quelle persone che portano pensieri, quelle che sanno fare spettacolo, per interpretare attraverso il nostro comune e condiviso linguaggio i contenuti proposti”.

Il ciclo sarà presentato sabato 27 marzo, alle ore 17.30, presso l’Auditorium ex Rivoli, con gli interventi del professor Giuseppe Armocida (Università dell’Insubria) e del professor Robertino Ghiringhelli (Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano). Interverranno anche Natale Gorini, Enrico Bodini e Lidia Munaretto. Al termine della presentazione, ci sarà lo spettacolo musicale, “Milano fin de siècle, intrattenimento letterario musicale tra Scapigliatura e Belle époque”, con la partecipazione di Mario Chiodetti, Silvia Sartorio e Tatiana Permiakova Shapovalova. A tutti i partecipanti sarà data in omaggio una pubblicazione a ricordo dell’evento.

25 marzo 2010
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3 commenti a “Il mondo si globalizza, Varese punta sulle identità locali

  1. Roberto Marabini il 25 marzo 2010, ore 12:51

    Non ho capito se esista o meno un problema. Preciso che non ho nulla a che vedere con gli organizzatori o i partecipanti all’iniziativa. Personalmente, credo non esista contraddizione fra globalizzazione ed attenzione alle identità locali. Probabilmente sono ottuso: quali sarebbero i “concetti quantomai ambigui e facilmente strumentalizzabili”?

  2. silvia il 25 marzo 2010, ore 16:34

    Caro direttore, d’accordo con marabini. Fuori da ogni ideologia, non capisco perchè guardare nel proprio orticello (alle radici) sia negativo, men che meno limitante. conoscere se stessi, le proprie origini, vieta di essere aperti di mente? Capisco cosa vuoi dire, ma allora vogliamo strumentalizzare al contrario? A mio parere conoscere le identità locali, le tradizioni, i valori, non significa fossilizzarsi. Vogliamo perderci nella globalizzazione o affrontarla sapendo chi siamo?
    saluti
    Silvia Giovannini

  3. v. il 25 marzo 2010, ore 23:13

    Suvvia! Nessuno mette in dubbio che il “conosci te stesso” stia alla base di ogni percorso di vita, ma ricordiamo che cio’ con cui l’Io primariamente si trova a fare i conti nel suo cammino e’ l’Altro! Varese si e’ occupata e straoccupata di se’, delle proprie origini, dialetti, sagre etc, non sarebbe male se ogni tanto si accorgesse che esiste altro all’infuori dello specchio.

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