Cultura

Primordiale e post-atomico l’ultimo Aldo Nove da Viggiù

Aldo Nove

Per tante ragioni non si può mai ignorare un nuovo libro di Aldo Nove. Innanzitutto per lo  pseudonimo che domina la copertina, che tanta insurrezione partigiana evoca. E poi perché Antonello da Viggiù ci ha ormai abituati ad una costante metamorfosi, ad una scrittura sfaccettata, ad un donchisciottesco sfidare generi come fossero mulini a vento che sembrano giganti. E, dunque, ci interessa e ci diverte seguirlo nella sua frastagliata avventura intellettuale. Da “Woobinda e altre storie senza lieto fine” (edizioni Castelvecchi e non la riscrittura Einaudi)  in poi.

E’ appena arrivato in libreria il suo ultimo libro di poesie, “A schemi di costellazioni”, pubblicato, come due precedenti, nella collana bianca Einaudi. Ci aveva lasciati sconcertati il precedente poemetto pop-arcaico “Maria”, e ci aveva suggestionato l’ancora precedente rock-poetry “Nelle galassie oggi come oggi”, partorito insieme ai perfidi compagni di strada Montanari e Scarpa. Ora Nove cambia decisamente registro, e va a fare i conti con la Tradizione e il Classico. Ci si arriva, ci si arriva sempre, prima o poi.

Qui ci si muove in una sorta di caos primordiale o di panorama post-nucleare, dove restano soltanto le cose, i minerali, le cellule, gli alberi, i monti, le costellazioni ad occupare il campo. E gli artisti, i grandi artisti, la memoria di loro sedimentata nelle opere, da Arnaldo Pomodoro a Donald Baechler, appaiono gli interlocutori dell’unica voce parlante, quella del poeta che, collocato in “questo eterno istante”, si sforza di “ascoltare senza interpretare”.

In questo vuoto pneumatico si apre lo spazio per interrogare la Tradizione poetica. Appare e scompare l’invito perentorio “Ascolta” che richiama il divino Gabriele, non mancano cenni crepuscolari a graziose rime alternate (”Di tutti i colori”). Ed infine, diventa addirittura esplicito l’omaggio ad un Raboni, diventato ormai un classico, con “il cuore che dorme/ parla al cuore che non dorme”.

E’ finita la ricreazione, insomma, sperimentare si può, ma entro certi limiti. E le esasperazioni giovanili, le provocazioni, le sfide stanno decisamente dietro alle spalle. Per Antonello si apre ora una strada verso la casa dei poeti laureati.

24 marzo 2010
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Un commento a “Primordiale e post-atomico l’ultimo Aldo Nove da Viggiù

  1. v. il 25 marzo 2010, ore 11:24

    dopo un siffatto articolo non si puo’ che correre in libreria a prelevare A schemi di costellazioni. sperando che un giorno la strada verso la casa dei poeti laureati sia anche quella viuzza che segue i ciglioni e che mette negli orti, tra gli alberi di limoni.

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