Gallarate

Tutti lo elogiano. Ma com’è davvero il nuovo Maga?

La conservatrice Giulia Formenti

Impossibile trovarsi di fronte al nuovo MAGa (Museo Arte Gallarate) e non essere colti da un dejà vu che rimanda immediatamente al dicembre 2002, anno della gloriosa inaugurazione del fortunatissimo MART di Rovereto. Ricordi e somiglianze non solo per la forma semicircolare che abbraccia una piazza-anfiteatro e per la ricerca costante di luce zenitale attraverso un continuo dialogo tra interno ed esterno, spazi aperti e zone più riservate, rette e sinuosità di linee curve. Il fulcro di tutto il museo, che tra la sua origine da un edificio di archeologia industriale degli anni ’30 intorno al quale si è sviluppato il disegno dell’intero progetto, è la ricerca e la riuscita di uno spazio che si prospetta camaleontico nella sua dinamicità, flessibilità e futura continua trasformazione.

L’esposizione permanente occupa il primo piano, caratterizzato da una sorta di secondo soppalco, e vede disposte le opere, ben illuminate, raggruppate a piccoli gruppi secondo criteri di tipo cronologico, iconografico e tematico e racchiuse entro pareti bianche. Queste fungono inoltre da separatori e – sorpresa delle sorprese – da “prolungamenti”, grazie a particolari sistemi espositivi a pannelli estraibili che permettono al pubblico di seguire un percorso con approfondimenti tematici. Cartellini didattici sobri (solo per ora mancanti di una seconda traduzione in lingua) conducono da Pinelli a Tavernari, attraversando Fontana, Baj, Scannavino, Del Pezzo, Ontani e molti altri nomi che nel tempo saranno sostituiti o affiancati dalle opere di un’immensa collezione, in continuo divenire, che trarrà proprio dal saper rinnovarsi, il suo punto di forza.

Oltre agli spazi per le esposizioni temporanee sono presenti maxi schermi, sala convegni, biblioteca, archivio, uffici e depositi a norma secondo gli standard museali. All’incrocio dei due corpi di fabbrica, punto nevralgico di snodo del museo, è collocata una biglietteria trendy, di forma circolare, affiancata da armadietti, bookshop, guardaroba, e MA*GA bar, anch’esso luogo di arte contemporanea e temporanea, vista la volontà di alternare progetti di artisti e designer nella concezione di un’area eventi-relax-lavoro che invita all’aggregazione e al dialogo.

Il bianco e il rosso sono dominanti, un omaggio ai colori della città, la pratica guida del museo, in formato breviario edita da Electa, è già stampata nella sua versione italiana ed è in attesa di quella inglese, il nuovo sito www.museomaga.it è on line, i cartelli indicatori per raggiungere la sede sono stati posizionati, la mostra dedicata a Modigliani è allestita. Gallarate è sui blocchi di partenza e mira alla vittoria.

23 marzo 2010 Chiara Palumbo redazione@varesereport.it
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