Varese

Provincia, istituzione-modello. Ma quanti precari…

Asemblea a Villa Recalcati

Proclamato lo stato d’agitazione a Villa Recalcati, sì proprio in quella che il presidente Dario Galli presenta spesso come un’istituzione-modello sul nostro territorio. In realtà in Provincia di Varese il fenomeno dei lavoratori precari è tutt’altro che limitato, e se fino ad oggi si era seguita, d’intesa con i sindacati, una strada di progressiva stabilizzazione, ora dalla presidenza è venuto un improvviso ed incomprensibile stop.

Ieri la questione è emersa in un’affollata assemblea, alla quale hanno partecipato precari e dipendenti di ruolo. Un momento forte per dire no a condizioni di lavoro inaccettabili. “Nell’ultimo incontro della Rsu con Galli – racconta esterrefatta Raffaella Sonetto, Funzione pubblica Cgil -, il presidente ci ha comunicato che ha avocato a sé i concorsi previsti per coprire gli 84 posti vacanti, in quanto non ritiene siano tutti ancora necessari”. Da quel momento, per tanti lavoratori e le loro famiglie si è aperto un vero incubo: l’1 aprile scadono 34 co.co.pro. e il 30 giugno terminano 33 contratti a tempo determinato. Cosa avverrà di questi lavoratori, non si sa nulla.

Come ribadiscono Cgil, Cisl e Uil, oltre che i rappresentanti Rsu, si tratta di lavoratori che da anni sono precari (parecchi da 10 anni), pur svolgendo attività qualificate, non facilmente sostituibili, quelle attività professionali, tanto per capirci, che sono state elogiate anche da un quotidiano super partes come “Il Sole 24 Ore”. I sindacati temono che questa nuova stagione di tagli e blocco dei concorsi sia il preludio ad un vero “bagno di sangue” sul fronte della politica del personale.

I sindacati hanno lanciato l’allarme, perché la svolta della Provincia, non riguarda solo i lavoratori e le loro famiglie, ma anche quei servizi che, a partire dall’1 aprile, vengono messi fortemente in discussione, provocando disagi per la cittadinanza. Per questo hanno organizzato un presidio, venerdì 26 marzo, alle ore 11, davanti a Villa Recalcati.

23 marzo 2010
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2 commenti a “Provincia, istituzione-modello. Ma quanti precari…

  1. firmino il 8 aprile 2010, ore 16:17

    Ma se sono li’ da dieci anni perche’ non si sono iscritti ai concorsi che ci sono stati negli anni precedenti? forse per non perdere lo stipendio doppio o anche triplo rispetto i dipendenti di ruolo? O il fatto di non timbrare? Ed ora non volgiono ancora superare un concorso vero e pubblico come gli altri hanno fatto!

  2. gimocchiverdi il 18 giugno 2011, ore 11:20

    E’ spiacevole dirlo ma queste istituzioni comome la provincia sono il frutto di alchimie politiche non servono a niente altro che a fare da stipendificio a carico di quelli che veramente producono. Sei mesi di cassa integrazione per tutti a partire dal presidente Galli poi come dice il suo capo FORA DAI BAL. TUCC!!

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