Regione

Bellazzi (Pd): frontalieri, più tutele dal Pirellone

Walter Picco Bellazzi (Pd)

Un territorio quasi dimenticato, ma dal paesaggio eccezionale. Il Nord del Varesotto finisce spesso per essere la Cenerentola della nostra provincia. Poche le attenzioni anche in questa campagna elettorale da parte dei candidati. Non mancano i problemi, in questa parte del Varestto, come ammette Walter Picco Bellazzi, candidato Pd nella corsa al Pirellone, “il Nord della nostra Provincia presenta tre nodi che vanno sciolti senza ulteriori ritardi: cattiva gestione di turismo e ambiente;  carenza di collegamenti stradali e ferroviari; problematiche legate alla situazione dei lavoratori frontalieri”.

Bellazzi ha in mente un rilancio turistico di questo territorio: “Laghi e montagne, ricchezze naturali di questo territorio, soffrono di scarsa cura e valorizzazione: le acque dei laghi necessitano infatti di un risanamento, così come occorre  un potenziamento della rete di sentieri e rifugi per quanto riguarda la zona montana”. Non solo: un ulteriore sviluppo al turismo potrebbe poi essere determinato dallo sviluppo di una rete  di bed and breakfast e agriturismi. “Una holding regionale, la cui creazione è prevista nel mio programma, destinata a coordinare la promozione del turismo in Lombardia, potrebbe di certo risolvere questi problemi annosi che si trascinano da tempo”.

Le difficoltà che incontra il turismo a decollare, sono dovute inoltre anche al fatto che l’intera zona avrebbe bisogno di migliori collegamenti ferroviari e stradali. “Bellezze naturali come le Valli del Luinese, per fare un esempio – continua il candidato Pd -, soffrono da anni di questa situazione. Poche le corse dei treni (insufficienti a soddisfare le esigenze non solo di possibili turisti ma anche dei pendolari che lavorano a Milano), oltretutto su materiale rotabile vetusto e inaffidabile.  La viabilità stradale invece vede invece nodi di difficile percorrenza, dovute alla presenza di strettoie, che provocano code interminabili nei giorni e negli orari di massima punta”.

Altro punto cruciale di questa zona riguarda la situazione dei frontalieri (che vedono una grossa presenza), alla luce anche del varo dello scudo fiscale e dalle disposizioni di monitoraggio in esso contenute, che li ha visti trattati alla stregua di evasori fiscali. “Una beffa per questi lavoratori – attacca Pico Bellazzi – che  rappresentano per la nostra Provincia una ricchezza calcolata intorno ai 40 milioni di euro per i cosiddetti ristorni delle tasse pagate alla fonte e versati poi dalla Svizzera all’Italia, ed avrebbero diritto, da parte di Provincia e Regione, non solo di rispetto, ma anche di maggiori tutele e garanzie, anche sotto forma di servizi ed assistenza”.

23 marzo 2010
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