Lonate Pozzolo

“Stiamo più vicino possibile al nostro caro che muore”

Roberto Vielmi in via Gaggio con la neve

Roberto Vielmi, un privato cittadino contro la terza pista di Malpensa?

“No. Un privato cittadino con la sua amata via Gaggio. E con la brughiera che c’è intorno. Via Gaggio è un museo a cielo aperto, è luogo di storia, cultura, natura. C’è la bellezza del Creato, c’è il ricordo di pagine drammatiche del secolo scorso, c’è il lavoro – volontario – dell’uomo (Ambrogio Milani in testa) che si è adoperato per recuperare ad uso civile il corridoio biologico verso il Ticino.
Via Gaggio è una non-malata terminale, è sanissima ma condannata a morte da una patologia incurabile chiamata profitto cieco e bieco (l’espansione dell’aeroporto, ndr)”.

La Questura di Varese ha voluto sapere chi fosse: cosa le ha risposto?

“Le ho risposto che sono un essere umano e che spero di essere umano ogni giorno di più. La chiacchierata con l’Ispettore della Questura è stata molto molto cordiale. All’Ispettore ho spiegato che sono un privato cittadino di Lonate Pozzolo, che voglio passare una domenica mattina con amici e sconosciuti e riflettere sul destino dell’Area del Gaggio. Mi sono fatto garante nei confronti dell’iniziativa per la sua più totale autonomia da qualsiasi schieramento politico o strumentalizzazione di ogni tipo. Alla fine della conversazione l’Ispettore si è addirittura complimentato per l’iniziativa.

Fra le forze dell’ordine del paese si è generato un – dal loro punto di vista – giusto sospetto. Come se non la “raccontassi giusta”. Che cosa e chi c’è dietro?, era la perplessità serpeggiante. Davvero non ci si capacitava del fatto che un privato cittadino preoccuparsi così tanto della parte più bella del suo territorio e radunare altre persone per condividere dubbi, informazioni, progetti. Un privato cittadino, fra l’altro, che da vent’anni lavora per la Pubblica Amministrazione e che, anche da volontario e nel rispetto delle leggi, ha cercato di rendere il suo paese un posto migliore, creando occasioni di vita sociale”.

Come è nata la “Primavera di via Gaggio”?

“La Primavera di Gaggio è figlia dei filmati su YouTube (canale “vivaviagaggio“), le videochiacchierate in brughiera con persone informate sui fatti. A loro volta i filmati nascono dalla consapevolezza della poca informazione di cui si dispone in materia. Poca informazione mista a disinteresse da parte dei cittadini. Lonate Pozzolo è una comunità in coma civico. Si sa, però, che le persone in coma – civico o meno – sentono tutto, così io ho iniziato a parlare loro, parlare di un tema dalle conseguenze devastanti per la vita di noi lonatesi e non solo. Perché Via Gaggio è partimonio di tutti coloro che ne fruiscono, non solo dei lonatesi. Il primo successo che questa iniziativa ha riscosso è quello di aver raggruppato delle persone, che hanno compreso la finalità dell’iniziativa e si sono spese per organizzare con me la camminata. Un movimento spontaneo e virtuoso nato dalla Rete”.

Dopo i video su YouTube, il blog e questa iniziativa, che altro ha in mente?

“Non lo so. Glielo dirò il giorno 22. Dipenderà delle forze che riusciremo a riunire. Durante La Primavera di Gaggio, sotto – temo – i nostri ombrelli, ci guarderemo in faccia, ci conteremo, metteremo sul tavolo le nostre idee e le nostre disponibilità. Quello che ho in mente io è di stare più vicino a Via Gaggio, al nostro caro che muore. Così come si fa con un caro in agonia, ci si stringe al suo capezzale e lo si veglia. Per il resto, poi, io credo nei miracoli. Viva Via Gaggio, Via Gaggio Viva!”

21 marzo 2010 - Fi.Fa. - redazione@varesereport.it
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