Varese

“Reci-Talk”, staffetta di versi per la Casa della Poesia

Rita Clivio

Una serata ricca e plurale, sicuramente ben riuscita, nonostante la contemporanea chiusura dei Cortisonici, il “Reci-Talk” che si è svolto ieri sera al Teatrino Santuccio di Varese. Promosso per correre in aiuto alla Casa della Poesia di Baronissi (Sa), come ha spiegato l’organizzatrice Rita Clivio in apertura, la serata si è rivelata un grande, ostinato, fiducioso atto d’amore verso la parola. Tante le voci, tanti i Paesi, tante le idee di poesia evocate nel corso delle letture. Sempre con la convinzione che la parola possa essere un’arma straordinaria contro il male. Il male della storia, il male di vivere, il male tout court.

Tante voci si sono alternate sul palco, quasi sovrapponendosi, passandosi un testimone ideale, come nel film di Wenders in cui gli angeli ascoltano malinconici i pensieri dei mortali che si affollano sotto le volte della biblioteca berlinese. Anche a “Reci-Talk” è accaduto qualcosa di simile. Forse grazie alla capacità di leggere (inarrivabile Fabio Scotto, che ha creato un momento magico in sala e ha ricevuto un applauso interminabile), forse a causa degli squarci di mondo che i versi aprivano davanti a  noi spettatori, una grande sinfonia si è levata ed è andata incontro alla Giornata mondiale della Poesia dell’Unesco, che si celebra oggi 21 marzo.

Una trentina i poeti che hanno letto poeti, spesso lontani nello spazio e nel tempo. E se risponde al vero, ahimé, la massima che Silvio Raffo ha enunciato al termine della serata (“i poeti leggono male le proprie poesie e bene quelle degli altri”), questa volta sentimenti e risentimenti dei poeti scelti, apparivano gli stessi di coloro che li leggevano. Il desiderio della libertà e la rivolta contro l’oppressione (ben espressi dalla lettura di Sepulveda da parte di Dino Azzalin), la voglia di essere amati e di esprimere l’amore, le ragioni dell’arte, la fatica del quotidiano, tutto ciò è apparso capace di dare vita ad un universo umano che tutti ci accomuna, e del quale i poeti, autori e lettori, hanno dimostrato di sapere toccare le corde più profonde e segrete.

21 marzo 2010
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