Varese

Il minimalismo ironico di Bortoluzzi, notaio-poeta

Da sinistra, la Nogaro, la Martignoni, Bortoluzzi, la Tomassini

Un poeta che scrive versi dai quali traspaiono sentimenti autentici, gioiosi, malinconici, ma nei quali non manca mai una nota di ironia e divertimento che rendono le sue poesie gradevoli e originali. Stiamo parlando di Giuseppe Bortoluzzi, di professione stimato notaio in Varese, e di secondo mestiere, o forse qualche volta anche di primo, poeta. Ieri sera, alla presentazione del suo ultimo libro di versi “Fiori e picche” (pubblicato dalla Campanotto), Bortoluzzi ha dovuto registrare, ancora una volta, l’attenzione e l’interesse che gli riservano tanti varesini e non, in molti casi veri e propri habitués delle parole e delle rime di questo raffinato signore. Una presentazione che ha visto la Sala Matrimoni di Palazzo Estense gremito come è raro vedere per la presentazione di un libro.

Alla serata hanno partecipato, oltre all’autore, alla sua vasta famiglia, ai suoi affezionati lettori, anche la professoressa Clelia Martignoni, autorevole italianista presso l”Università di Pavia, che ha firmato la prefazione del libro nell’edizione Campanotto. Ma ieri sera è intervenuta anche un’attrice dl Piccolo Teatro di Milano, Anna Nogara, lettrice preferita da Dante Isella in memorabili occasioni culturali milanesi, che ha offerto ai presenti un’interpretazione vivace dei versi di Bortoluzzi, non solo tratti dal libro presentato ieri sera. A portare i saluti del Comune la dinamica e sempre presente Patrizia Tomassini, assessore ai Servizi Educativi e alle Pari opportunità.

Così, tra una lettura della Nogaro, qualche garbata battuta del poeta, un applauso e qualche flash di fotografo, la profesoressa Martignoni ha svolto una vera e propria lezione sulla poetica dell’autore varesino, con il rigore degno di un’aula universitaria. A partire dal ritratto biografico di Bortoluzzi: genovese di nascita, di famiglia veneziana (e infatti sono frequenti le incursioni nel dialetto da parte delle sue composizioni poetiche), varesino d’adozione, notaio di professione.

E proprio da quest’ultimo punto è partita la riflessione dell’italianista. “E’ quasi paradossale che una scrittura tanto severa e professionale come quella di un notaio, che verga documenti importanti e ufficiali, possa coesistere da una costante passione per la poesia – ha detto la Martignoni -. E non si tratta di un passatempo da dilettante, ma di un impegno rigoroso e serio e stabile per le arti”.

Infatti Bortoluzzi, oltre ad essere poeta, è anche un apprezzato fotografo. Un’attività che ci ha donato molte immagini in bianco e nero, con un’impostazione molto originale. “Si trova in Bortoluzzi una forte propensione per  l’osservazione minimale per gli elementi della natura e per i volti delle persone”. “Una sorta di minimalismo, di understatement – ha continuato la critica letteraria -, capace di privilegiare oggetti e fatti della quotidianità, con uno stile semplice, limpido, che sui esprime in una sintassi sobria e in versi brevi”.

20 marzo 2010
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