Varese

Allegria e saudade nei versi di Alessandra Marra

La poetessa varesina Alessandra Marra

I suoi movimenti sono leggeri e silenziosi, la voce dolce, un piccolo sorriso sulle labbra. Scrive fin da bambina, Alessandra Marra, e un po’ bambina lo è rimasta, nonostante oggi viva accanto a lei una figlia di nove anni, dal nome Alice. Una scrittura poetica, la sua, che l’ha accompagnata per tutta la sua vita, a partire dal liceo.

“Tutto è partito quando, al liceo, ho incontrato come insegnante Silvio Raffo – racconta Alessandra -. Mi diede un tema da svolgere, ma invece di svolgerlo, scrissi di me. Da quel momento si è sviluppata un’amicizia. Ed è stato lui a incoraggiarmi a scrivere”. La Marra ha pubblicato un libro di poesie nel 1998 dal titolo “Favole di ieri”, con prefazione dello stesso Raffo, quasi un diario dei sentimenti affidato alla parte bassa delle pagine, una sorta di basso continuo della sua vita.

“Sì, le mie sono poesie dell’anima – conferma la poetessa -, nascono dal profondo, decidono da sole che forma prendere e quando arrivare”. E, comunque, i suoi primi versi “sono stati una necessità, sono stati un travaso, provenivano da un ingorgo emotivo che hanno consentito di placare. Come il Caos al quale la poesia dà forma”. Ora Alessandra sta lavorando ad una nuova raccolta che sarà pubblicata dalla Nem di Dino Azzalin (“al momento dovrebbe chiamarsi “Di quale amore?”, ma penso che cambierà”).

Anche la Marra partecipa questa sera, con molta emozione, a “Reci-Talk” per la Casa della poesia di Baronissi, in programma al Teatro Santuccio di Varese, alle ore 21. “Per risonanza emotiva ho scelto il poeta persiano Adel Karosholi – spiega -, un oppositore politico nel suo Paese che ora scrive in tedesco”.

Laureata in filosofia, la Marra è psicologa e insegnante di biodanza. Ama molto il contatto con la natura e la musica brasiliana. Gil, Veloso. “Mi piace l’intreccio tra la loro grande allegria e la loro saudade, due sentimenti che certamente fanno parte della mia vita”. Soprattutto ama viaggiare, si sente cittadina del mondo. “Aspetto ancora un paio di anni, poi porterò a viggiare con me mia figlia Alice, e insieme cammineremo per il mondo”.

20 marzo 2010 Andrea Giacometti direttore@varesereport.it
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