Varese

Xania, la poetessa che mette in versi la Luce

La giovane Xania Luce

Felice intuizione, chiamarla Luce. Un nome inventato per lei dal poeta ed editore Dino Azzalin, forse perché a guardare il volto di Xania Luce, si nota che spesso si illumina e si apre ad un sorriso che evoca la luce, quella che traspare anche da certi suoi versi.

S’ illumina il volto quando lei parla di lei, dei suoi timidi inizi poetici, della sua famiglia, dei suoi amici, del suo approdo all’opera prima dal titolo “[Xà=X]” (edito da Albatros-Il Filo), una formula che esprime, in matematica, un’incognita. “Una cosa ancora indefinita, in via di costruzione, un po’ come la poesia che scrivo”, spiega Luce. “Il libro mi è servito, era una necessità viscerale, qualcosa di emozionale. Tutti abbiamo emozioni – dice Xania -. La differenza è il coraggio di guardarsi dentro e dare una forma a quelle emozioni”.

Ma Luce potrebbe avere un’origine meno poetica e più prosaica. La giovane poetessa, 26 anni, laureata al Politecnico di Milano, oltre a scrivere versi,  lavora come progettista presso un’azienda varesina che realizza apparecchi d’illuminazione. E’ una ragazza della sua età: ama i Depeche Mode e i Subsonica, le piacciono le passeggiate in mezzo alla natura e stare con gli amici.

Anche Xania partecipa a “Reci-Talk” al Santuccio, domani sera 20 marzo, con i versi di una poetessa siriana, Maram Al Masri. “La leggo perché mi piace questa siriana che vive a Parigi, sempre in bilico tra emancipazione e una figura di donna più tradizionale e dipendente dall’uomo”.

19 marzo 2010
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