Varese

Fiori e picche in versi, Bortoluzzi a Palazzo Estense

Giuseppe Bortoluzzi

E’ in programma domani sera, venerdì 19 marzo, nel giorno della ricorrenza di San Giuseppe, la presentazione dell’ultima raccolta di poesie di Giuseppe Bortoluzzi dal titolo “Fiori e Picche” (Campanotto editore, 2009). L’appuntamento è fissato per le ore 18 presso la sala matrimoni di Palazzo Estense.

Nato sul finire del primo conflitto mondiale, originario di Venezia, Bortoluzzi è alla sesta pubblicazione artistica che spazia, oltre che nella composizione in versi, anche nella fotografia. “Tutto cominciò nel 1941 ad Aosta – ricorda l’autore – quando ero allievo ufficiale Alpino”. In questa situazione, racconta, “un compagno romano, dopo il silenzio, acquistava alta statura recitando i più grandi autori della poesia del Novecento”. Così è cominciato un cammino di “iniziazione che avrebbe avuto seguito”.

Rifiutando le lusinghe e gli sconti repubblichini, Giuseppe Bortoluzzi è stato internato militare in Germania per due anni. Un’esperienza quella della prigionia, insieme a personaggi del calibro di Giuseppe Lazzati, che lo ha segnato profondamente. E ha dato avvio ad una produzione florida, inizialmente disordinata, che ha fatto della parola scritta e della poesia la propria testimonianza di vita. “Una storia lunga due anni” è il principio appunto di un lavoro interiore che solo più tardi sarebbe stato svelato in famiglia. “Sono versi facili – afferma il poeta oggi quasi 92enne – per un cuore che porta tali parole”.

Nel 1946 una laurea in legge a Pavia, poi “la sorte – spiega uno dei figli, Andrea – ha voluto che diventasse notaio e il suo scrivere, per anni, è stato quello di contratti, testamenti, atti societari”. Cui si è aggiunto nel tempo “uno scrivere occasionale e frammentario che fattosi più consistente ha reclamato qualche attenzione e cura”. Sono nati così, nell’ordine, “Alberi e montagne” (Scheiwiller, 1987, con prefazione di Carlo Bertelli) dedicato ad un’altra passione, la fotografia, “Buta cò nevega” (L.V.G. Azzate 1990), raccolta di poesie in dialetto veneziano, “Una storia lunga due anni” (1993), diario della prigionia tedesca, “Diario per immagini” (Valdonega, 1998, con scritti di C. Bertelli, L. Erba, D. Isella, V. Sereni e G. Panza) e “Scusi, è lei la mia poesia?” (Scheiwiller, 2005, silloge poetica con la prefazione di Cesare Segre).

Fino ad arrivare a “Fiori e picche”, con la prefazione della professoressa Clelia Martignoni (Università di Pavia) che sarà presente all’incontro. Anna Nogara, invece, leggerà i versi del poeta.

18 marzo 2010
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