Milano

Una Fura di Wagner alla Scala di Milano

Il maestro Zubin Mehta

Con il Tannhauser di Wagner in cartellone da domani al Teatro alla Scala di Milano, si conferma la volontà di svecchiare, non senza qualche benvenuta punta dissacratoria, il più celebre palcoscenico d’Italia. Dopo infatti la regia di Emma Dante alla “Carmen” con tutto il prevedibile seguito di polemiche, ora La Scala alza il tiro: reduce dal Ring wagneriano allestito con successo al Maggio Fiorentino, la compagnia catalana Fura dels Baus arriva al teatro del Piremarini per un’ignezione di energia e di novità in quest’opera di Wagner.

Come sempre quando si tratta del gruppo capitanato dal regista Carlus Padrissa, anche questa volta sarà poderoso l’apparato tecnologico, con video normali e video creati, “live”, dai movimenti di chi sta in scena. E poi tante luci ad illuminare anche la gigantesca mano alta 11 metri, una tonnellata di peso, che nel corso della messa in scena assumerà, a seconda del momento, diverse posizioni.

Ma ciò che certamente desta la maggiore curiosità è la presenza, sul palco della Scala, di 27 scatenati ballerini di Bollywood che nel secondo atto, con sari dagli sgargianti colori, si produrrano in coreografie psichedeliche. Un’allusione all’India esotica e misteriosa suggerita ai “Fureri” direttamente dal direttore d’orchestra, Zubin Mehta, nato a Bombay. Un rapporto, quello tra l’opera di Wagner e l’India, spiegato in conferenza stampa dallo stesso regista: “In India è possibile trovare una profonda religiosità, che richiama quella medievale di Tannhauser”.

Altra provocazione l’apparizione sul palco delle sirene, che nella scena iniziale si potranno vedere nuotare all’interno di una vasca-acquario di seimila litri. A loro le indicazioni della campionessa di nuoto sincronizzato Beatrice Adelizzi.

16 marzo 2010
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