Varese

Ma Carlo Cattaneo ha la tessera lumbard o del Pd?

Il ministro Bossi e l'onorevole Marantelli

Carlo Cattaneo è il profeta del leghismo padano o un intellettuale che si può arruolare nelle file del Pd? I suoi scritti e i suoi libri, le sue idee e le sue proposte sono da assegnare al Pantheon di Bossi o a quello di Bersani? Non deve apparire un interrogativo ozioso. Questa mattina, all’inaugurazione, presso l’Università dell’Insubria, del centro internazionale insubrico intitolato al fondatore del “Politecnico”, la domanda è serpeggiata negli interventi degli autorevoli esponenti politici convenuti nel rettorato e ospitati dal rettore, il professor Renzo Dionigi.

Ma facciamo un passo indietro. Prima della cerimonia varesina, a Besozzo, dove è sindaco il senatore leghista Fabio Rizzi, è stata creata una fondazione “Amici di Carlo Cattaneo” che, tranne qualche eccezione, è un monocolore lumbard, se si escludono le personalità accademiche e l’onorevole del Pd, Daniele Marantelli. La fondazione si occuperà di fare promozione culturale e reperire risorse da destinare al centro di ricerche insubrico.

Presidente onorario è Umberto Bossi, mentre tra i soci fondatori ci sono i ministri Roberto Maroni e Roberto Calderoni, il sottosegretario Roberto Castelli, il rettore dell’Insubria, Renzo Dionigi, ed alcuni parlamentari come Giancarlo Giorgetti, i senatori Giuseppe Leoni, Massimo Garavaglia, Cesarino Monti e Fabio Rizzi. Ci sono anche autorevoli rappresentanti del mondo accademico, come il rettore Renzo Dionigi e il professor Fabio Minazzi, direttore scientifico del centro sorto presso l’Insubria.

Nel corso della presentazione del centro internazionale che si è svolta all’università, il rettore Renzo Dionigi ha spiegato che il centro nasce grazie ad una donazione di documenti e autografi inediti, di grande valore scientifico, in gran parte relativi a Carlo Cattaneo, da parte dell’avvocato Guido Bersellini Repetti di Milano, una donazione resa possibile dal lungo rapporto tra il donatore e il professor Minazzi, professore di Filosofia teoretica presso l’istituzone accademica varesina.

Il segretario della Lega e ministro Umberto Bossi, che di Cattaneo ha tessuto l’elogio. “Cattaneo non è stato solo un pensatore del federalismo, ma anche uno studioso della tecnologia lombarda, delle fabbriche, dei collegamenti su ferro”. “C’è ancora molto da fare sulle carte di Cattaneo – ha continuato Bossi -, dato che i tanti libri che sono stati scritti sono insufficienti per spiegare Cattaneo”.

A questo punto è intervenuto l’onorevole Pd Daniele Marantelli. “Spesso si dimentica che nell’82 – ha detto Marantelli – Cattaneo fu riscoperto da uno studioso come Norberto Bobbio, che di Cattaneo sottolineò l’idea che l’Italia dovesse essere repubblicana e federale, ma costruita dal basso”. “E’ una bella iniziativa, questa, perché – ha concluso il deputato varesino – tutti coloro che vorranno studiare Cattaneo dovranno venire a Varese”.

15 marzo 2010
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2 commenti a “Ma Carlo Cattaneo ha la tessera lumbard o del Pd?

  1. Giuseppe Vuolo il 15 marzo 2010, ore 17:22

    Carlo Cattaneo,
    e’ stato prima di tutto un intelletuale e libero pensatore. Un Massone che non avrebbe accettato ne’ di essere affiliato alla Lega Lombarda ne’ al Partito Democratico.
    Purtroppo da morti non si puo’ ribattere ed allora ci si trova ad essere tirati a destra e a sinistra.
    Giuseppe Vuolo

  2. Elio il 16 marzo 2010, ore 02:28

    Parole in libertà su Cattaneo e Risorgimento
    BOSSI-LEGA INSIEME A MARANTELLI ( PD DEL NORD)

    Carlo Cattaneo , l’uomo di cultura e di azione che combattè per un’Italia repubblicana e federata, non ha nulla ache fare con il federalismo della Lega di Bossi.
    La proposta politica del Cattaneo fu avanzata per unire la nazione italiana e per formare uno Stato unitario, il feticcio federalista della Lega è associato ad ipotesi secessioniste, di divisione dello Stato.
    L’ipotesi federalista e repubblicana di Cattaneo era congiunta ad un’idea di unità europea. Federalismo ed unità erano due termini inscindibili per Cattaneo, sono due termini incompatibili per la Lega.
    Un conto è studiare Cattaneo e la sua opera in campo letterario, poltico, cilturale, e la sua azione. La sua visione illuministica della cultura ( anche qui nulla a che fare con la Lega che difende tutto cio’ del passato che sa di muffa, di superstizione) ne fa una figura poliedrica che seppe unire teoria e prassi e fornire contributi importanti per la costruzione di un’Italia moderna e sviluppata.
    I suoi studi sull’agricoltura, sul sistema dei trasporti, con particolare riferimento al sistema ferroviario fattore di sviluppo dell’Italia e di collegamento internazionale, , ne fanno un innovatore, un uomo del Risorgimento che ha operato per un’Italia migliore, proprio e anche perché unita.
    La Lega oggi chiede i dazi doganali, e ogni forma di chiusura a cominciare da quella della informazione da riservare al suo capo di Arcore, sostiene una concezione revisionista del Risorgimento, come se fosse migliore la precedente situazione di asservimento agli stranieri e di oscurantismo culturale.
    Nega percio’ il pensiero e l’azione di Cattaneo.Nulla ha a che fare il federalismo di Cattaneo con il cosiddetto federalismo leghista, in nome del quale sono stati attuati provvedimenti, pensiamo a quelli che riguardano l’immigrazione, che, fomentatori di egoismo, sono negatori della cooperazione internazionale e di un concetto alto di umanità di cui Cattaneo era assertore.
    Eppure è stata istituita una Fondazione voluta dal Sen. Rizzi che dichiara chiaro che Bossi è erede di Cattaneo.
    Parole in libertà, senza senso.
    Oltre ai leghisti, vi aderisce anche il deputato Marantelli, già assertore del PD del Nord, un’idea preregrina e mai relazzata, utile pero’ per negare un sistema di idee di progresso e di cambiamento, funzionale in quella fase, quella dell’Unione intorno a Prodi, a rompere con la Sinistra e con le origini e le idee di emancipazione del movimento operaio.
    Si tratta di un modo di fare politica che appartiene al passato. Oggi c’è urgenza di progetti di cambiamento e di progresso per il nostro paese, per i lavoratori , ma prima ancora c’è bisogno di serietà.

    Saluti cordiali.

    Elio Giacometti
    Segretario PdCI- Federazione della Sinistra Varese

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