Varese

Il Morselli punta in alto. E a maggio tutti alla Casina Rosa

Il folto pubblico presente a Villa Recalcati

E’ raro vedere che la passione vera per un autore, per un’opera, per affinità elettive tra scrittori, possa trasformarsi in un appuntamento concreto, con relatori, date, un programma, un premio. Questo ciclo di incontri organizzato da Silvio Raffo e dedicato al grande Guido Morselli, che oggi pomeriggio tagliava la sua terza tappa nell’ambito della seconda edizione,  non ha nulla di ministeriale, di accademico, di maledettamente noioso. No, nulla di tutto ciò: si parla di Morselli con curiosità, leggerezza e, soprattutto, con un respiro europeo. Ogni volta che ciò accade ci si domanda perchè non è presente alcun rappresentante della Provincia, che pur contribuisce a finanziare una cosi interessante iniziativa. Non il presidente, non l’assessore alla Cultura. Mah.

Nelle iniziative dedicate a Morselli c’è sempre un bel clima. Prendete l’appuntamento di oggi, dal titolo “Guido Morselli o del sentimento”. Raffo stesso accoglieva ospiti e partecipanti che giungevano a Villa Recalcati. Linda Terziroli che, silenziosa e decisa, dirigeva la parte logistica del convegno. Il simpatico scrittore-editore Dino Azzalin che, affiancato da Viviana Faschi, proponeva nell’atrio letture morselliane ai partecipanti. Sì, un bel clima, come raramente capita di vedere.

Anche il livello delle relazioni è stato piuttosto alto (Raffo, ad un certo punto, ha provocatoriamente detto “non siamo al Premio Chiara”). A partire dalla descrizione del milieu in cui Morselli ebbe la sua educazione intellettuale, quella cerchia di giovani studenti dominata dal filosofo Antonio Banfi che è stata così minuziosamente evocata da Alessandra Cenni, biografa di Antonia Pozzi. La Cenni non ha eluso neppure la vecchia immagine di Banfi come “persuaditor di morte”, per il fatto di avere avuto tra i suoi migliori allievi diversi che si suicideranno. La stessa Pozzi, Cantoni, Preti. Un’immagine smentita dalla Cenni che, invece, ha ribadito che il concetto di “insularità” (o solitudine) fosse una premessa quasi metodologica alla ricerca infinita della scuola di Banfi.

All’ex sindaco del “modello Varese”, e avvocato, Raimondo Fassa, invece, il compito di incamminarsi dentro un vero testo-monstrum, che potremmo definire una sorta di Zibaldone. Si tratta di uno dei due volumi pubblicati in vita: “Realismo e fantasia”, ripubblicato in anastatica dalla coraggiosa Nem di Azzalin. Consigli di lettura, da parte di Fassa: di questo libro di 400 pagine o si leggono 5-6 pagine al giorno, considerandolo un proprio “livre de chevet”, con un bel bicchiere di brandy tra le mani e un bel sigaro davanti al caminetto, oppure non resta che l’apertura casuale e la lettura della pagina quale frammento di saggezza, peraltro apprezzabile. A Fassa non piace quest’opera quando scade nella “prosa d’arte”, mentrre piace quando tesse fili invisibili e tenaci tra filosofia, scienza, letteratura e vita.

Ormai è una lettura tutta “leopardiana” di Morselli, quella che da qualche tempo propone Silvio Raffo. Oggi si è soffermato sulla famosa pagina dei Pensieri di Leopardi relativa al giardino, in preda a “souffrance” e morte, e ha condotto una lettura analogica dell’opera prima di Morselli, “Uomini e amori”. “Un romanzo che denuncia uno scarto incolmabile tra sentimento d’amore e realtà: qui i personaggi maschili vivono un sentimento di inevitabile, disperata, imperfetta partecipazione all’amore”. Un sentimento provato, forse, perchè non ci si sente all’altezza di tale sentimento.

Dopo una relazione di Mirko Francioni sul rapporto tra lo scrittore e Prosut, e una serie di letture proposta dalla brava Linda Terziroli, l’appuntamento è per l’ultimo e più importante evento di questa rassegna dedicata a Morselli: il 23 maggio, presso la Casina rosa di Gavirate, che ospiterà un’esposizione permanente di volumi e foto, ci sarà la proclamazione dei vincitori del Premio Morselli 2010. C’è da sperare che, almeno allora, qualche  politico della Provincia faccia un salto.

14 marzo 2010
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Un commento a “Il Morselli punta in alto. E a maggio tutti alla Casina Rosa

  1. v. il 15 marzo 2010, ore 10:26

    e se invece anche l’amenita’ di questo ridente contesto morselliano celasse una sua souffrance? dare tante attenzioni ad una persona-autore che in vita non ne vide vuol forse, come paradosso, evidenziare che la realta’ non e’ poi cosi’ cambiata; che morselli oggi sarebbe ugualmente snobbato dalle grandi realta’ editoriali; che i potenti d’ogni ambito – come infestanti formicai – non cessano di rendere sterili le radici piu’ ricche di linfa.

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