Cultura

Fondo Morselli “saccheggiato” dai laureandi

Il Fondo Morselli in Biblioteca

Si preannuncia molto proustiana, la giornata di studio organizzata, domenica 14 marzo, a Villa Recalcati, ore 16.30, dal Comitato Guido Morselli. Un’evocazione annunciata fin dal titolo, “Guido Morselli, o del sentimento”, che ricalca dichiaratamente il raffinato saggio che lo scrittore varesino dedicò all’autore della “Recherche”, “Proust o del sentimento”.

Aprirà il convegno Alessandra Cenni sulla giovinezza “dissipata” dello scrittore, poi Raimondo Fassa si soffermerà su “Realismo e fantasia” (da poco riedito dalla Nuova Editrice Magenta). Accattivante la riflessione di Silvio Raffo su Morselli lirico, tra passione e “souffrance”. Sarà poi il momento di tematizzare il rapporto Morselli-Proust, con Mirko Francioni che si interrogherà su “La recherche du temps perdu” in Morselli, e con comunicazioni e letture a cura di Giuseppe Bortoluzzi e Tiziana Mainoli incentrate su la “petite madeleine” di Morselli.

Un impegno, quello del comitato, che parte da un’importante realtà varesina, che l’impegno messo in campo dal poeta e scrittore Silvio Raffo e dalla giovane studiosa Linda Terziroli sta cercando di rilanciare. Parliamo del Fondo Morselli, donato al Comune di Varese dopo il suicidio dello scrittore e ora custodito presso la Biblioteca Civica di Varese (che, peraltro, ha dedicato una sala allo scrittore). In particolare si tratta della biblioteca che lo scrittore teneva nella sua casa a Santa Trinita (Gavirate), 1544 opere e 22 testate periodiche, per un totale di più di 1900 volumi. Oltre ai romanzi, nel fondo comunale di Varese si possono trovare anche libri scolastici, di agronomia e l’Enciclopedia Treccani.

In questo fondo sono contenute 6 cinquecentine, 5 opere edite nel Seicento e 14 nel Settecento. Opere di pregio, che testimoniano un’attenzione particolare di Morselli per il libro. I volumi, ora custoditi in un magazzino della biblioteca comunale, spesso contenevano appunti, lettere, ritagli di giornale. E poi i libri sono spesso sottolineati. Tutto il materiale che si trovava nelle pagine dei libri di Morselli è stato tolto e riunito in una decina di faldoni. Un fondo, dunque, piuttosto corposo, magari poco conosciuto a Varese, ma molto noto tra studiosi e nelle università. “Sono frequenti le richieste che ci vengono fatte per consultare questo materiale – dice Chiara Violini, direttrice della Biblioteca Civica -, e sono richieste che provengono da studenti universitari e laureandi, oltre che da docenti universitari e  ricercatori”.

Attingendo al fondo varesino, sono state realizzate diverse tesi di laurea, in particolare nelle università di Catania, Bari e Trento. E la consultazione del fondo ha consentito di pubblicare “Lettere ritrovate”, volume curato da Linda Terziroli, e pubblicato dalle Nuove Edizioni Magenta.

13 marzo 2010 Andrea Giacometti direttore@varesereport.it
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