Arte

Arte “sferica”. Da Pomodoro a Marcello Morandini

Marcello Morandini

C’erano una volta le sfere. Grandi, imponenti, creative, firmate dal grande Arnaldo Pomodoro. Sfere esposte in piazza Repubblica, quando a Varese, in quel tempo lontano e felice, era il 1998, si parlava di quella piazza cittadina per ambiziose manifestazioni culturali e non per la caccia ai clandestini.

Ora tutto è cambiato. E da quella mostra lontana, curata da Gualdoni e dall’amico Prina, si sta per arrivare ad una nuova mostra, questa volta curata da Marcello Morandini è un evento da segnare subito in agenda. Non è necessario dire chi è Morandini, rande design con cattedre in mezzo mondo. Più importante, invece, ricordare che è generoso: ci vuole generosità per farsi coinvolgere a realizzare una mostra all’interno di un panorama culturale, come quello di Varese, che sul fronte mostre ha da anni l’encefalogramma piatto. No, lui non si è fatto condizionare, e con passione sta allestendo una mostra, che aprirà sabato 27 marzo, alle ore 18, presso il Castello di Masnago.

Titolo: “Artparty 2010″. Simbolo: una sfera rossa. Anzi, una sorta di sottotitolo della mostra è “Sferica 2010″. Per realizzare questo evento, diviso a metà tra Castello e Sala Veratti, Morandini e la sua Associazione Liberi Artisti hanno chiamato a collaborare anche uno spirito libero come la scrittrice Chiara Zocchi, che sta seguendo la parte della manifestazione che riguarda i poeti (scrittori, giornalisti ecc.).La mostra è infatti suddivisa in quattro sezioni: arte, architettura, fotografia, letteratura.

Le opere sferiche e non saranno cosparse in tutto il Castello, e questo per offrire nuovi stimoli al pubblico per girare tra tutti gli spazi e le opere custodite a Masnago. Nella mostra ci saranno opere, foto, immagini deli artisti, versi, scritti, una vera profusione di generi e oggetti d’arte. Un’esplosione di creatività nei grigi spazi dei Civici Musei.

Di questo dobbiamo essere grati a Morandini e alla nuova gestione della Veratti da parte di Varesevive: non fuggire davanti alla “mission impossible” di rilanciare le mostre a Varese. Un compito duro, e certamente un banco di prova difficilissimo.

12 marzo 2010
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