Scuola

Liceo musicale al Manzoni. Rossi (Pd): troppa incertezza

Anche il senatore Pd Paolo Rossi interviene sul caso del Liceo Manzoni di Varese: “La riforma delle scuole superiori pone anche nella nostra provincia alcuni interrogativi. Il caso eclatante di questi giorni è senza dubbio quello del Liceo Musicale – dichiara il senatore -, che il piano scolastico provinciale e la Regione hanno individuato presso il Manzoni di Varese, unica scuola superiore dove da quasi 80 anni si studia la musica e che da oltre un decennio ha avviato addirittura una sperimentazione musicale di ottimo livello, molto richiesta dagli studenti, tanto da obbligare l’istituto ogni anno a selezionare il numero di iscritti”.

Continua Rossi: “Il Ministero, nel varare la nuova riforma delle superiori, aveva deciso che sarebbero stati 40 i Licei Musicali in tutta Italia e quello di Varese era compreso in questo numero; ma a tuttora il Ministro ha stabilito di avviarne dapprima solo10, poi 22. Nulla perciò nella nostra provincia. Di tutto ciò abbiamo notizie dagli organi di stampa e quindi parlo sulla base di informazioni a disposizione di tutti”.

“Mi sorge perciò una prima legittima domanda: il parere delle amministrazioni regionale e provinciale è totalmente ignorato e la politica di attenzione al territorio si rivela ancora una volta una non realtà da parte di chi è al governo?”, si domanda il senatore Pd. “Sulla stampa assistiamo a giorni alterni ad annunci e smentite della concessione del nuovo Liceo – dichiara Rossi -. E’ bene che ciò emerga: rivela lo stato di incertezza al quale sono lasciate famiglie, studenti, docenti. Voci che vanno e vengono non sono un bel biglietto da visita per un progetto di riforma. Mi chiedo poi come sia possibile che a tre settimane dallo scadere delle iscrizioni alle classi prime superiori le famiglie e gli studenti siano lasciati a brancolare nel buio di una scelta fatta propria da regione e provincia e che però non ha approvazione in sede romana”.

Conclude la dichiarazione: “Fare delle riforme implica, anche e soprattutto, attenzione alle persone e di queste persone bisogna avere assoluto rispetto.Non è possibile del resto pensare che il diritto allo studio della musica sia garantito solo in pochissime, limitate province in tutta Italia (in Lombardia solo presso un liceo di Milano ).E soprattutto mi pare illogico che non si valorizzino le “best pratics”, gli esempi di eccellenza che nella scuola pubblica sono stati avviati grazie a docenti e dirigenti virtuosi, che hanno intuito l’importanza della musica nella formazione dell’individuo con largo anticipo rispetto alle decisioni ministeriali”.

10 marzo 2010
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi