Varese

Standing ovation per “Aggiungi un posto a tavola”

Gianluca Guidi e Valentina Cenni

Due sold out consecutivi nelle repliche in cartellone, il pubblico della seconda serata che tributa una standing ovation alla compagnia agli applausi finali, qualche rammarico della direzione dell’Apollonio nel non avere previsto altre repliche a colpo sicuro, un po’ sul modello dei Legnanesi. Oltre al malore di uno spettatore che, alla seconda replica, ha imposto un intervallo più dilatato. Una seconda serata, al Teatro di Varese, del tutto speciale, come conferma la presenza, dietro alle quinte, di Gianmario Longoni, patron delle Officine Smeraldo e nuovo proprietario del Teatro Sistina. “Il prossimo anno rifacciamo il Rugantino, ma non lo portiamo in giro”. No, Longoni, ripensaci. In sala, invece, la compagnia di ragazzi che a Gavirate hano messo in scena la stessa commedia.

“Aggiungi un posto a tavola”, la popolare commedia musicale di Garinei & Giovannini (con aggiunta del maestro Trovajoli per la colonna sonora e Gino Landi per le coreografie), a Varese è stato tutto questo. Nonostante che, scene e costumi identici in tutti questi anni, lo spettacolo di G&G sia campione d’incassi da 36 anni.

Il giovane cast è affiatato e ben scelto, come raramente accade. Ad indossare i panni del protagonista don Silvestro un Gianluca Guidi versatile e leggero, che a volte sembra un clone del padre Johnny Dorelli, ma che padroneggia bene la scena nonostante l’influenza, alla prima serata combinatasi con febbre alta. Più che spalla, vero coprotagonista è l’ultraottantenne Enzo Garinei, che si muove come un ragazzino e accentua il grottesco della sua parte, l’avido  sindaco Crispino, che porta sempre addosso la fascia tricolore, anche sopra la vestaglia (fu Crispino il grande Paolo Panelli). Fresca e spontanea Valentina Cenni nel ruolo di Clementina, eterna innamorata del “don” e figlia del sindaco (un ruolo ricoperto in passato da Daniela Goggi, Jenny Tamburi e Martina Stella).

Banco di prova più difficile era la parte di Consolazione, la matura prostituta interpretata prima da un’indimenticabile Bice Valori e poi, fino a pochi mesi fa, dalla formosa Marisa Laurito, che ha lasciato la compagnia. Un personaggio che oggi è proposto da Silvia Delfino, brava cantante e brava attrice, ma forse eccessivamente giovane per quel ruolo. A completare il cast, Toto, lo scemo del villaggio, impotente ed ingenuo, è il caratterista Marco Simeoli, che recita con simpatico accento ciociaro (pensate che il ruolo fu ricoperto anche da Adriano Pappalardo).

La vicenda del prete che parla con Dio (come faceva don Camillo con il crocifisso) e che viene a sapere che è imminente un secondo diluvio universale, scorre veloce e accattivante. Guidi convince la piccola comunità a realizzare un’arca, ma alla fine riesce a persuadere Dio a rinunciare al diluvio. Una favola cantata piaciuta al pubblico varesino, che è parso apprezzare molto Gianluca Guidi, più tagliato per il personaggio del precedente Giulio Scarpati. A rendere lo spettacolo ancora più godibile alcune trovate: la costruzione sul palco della prua dell’arca a grandezza naturale, la sfilata degli animali dalle teste gigantesche, la colomba che in segno di pace attraversa il teatro e si posa sul tavolo della scena finale. Ma soprattutto, il direttore del Teatro di Varese, Filippo De Sanctis, che entra in scena vestito da carabiniere. Sono applausi per tutti, al termine, ma in particolare per Enzo Garinei. Vecchia scuola non mente.

5 marzo 2010 Andrea Giacometti direttore@varesereport.it
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Un commento a “Standing ovation per “Aggiungi un posto a tavola”

  1. Stefania il 5 marzo 2010, ore 09:31

    Io c’ero, ed è stato MERAVIGLIOSO! quando ero bambina la mia mamma mi cantava tutte le canzoni , ed ora veder rivivere su quel palco la favola di don Silvestro mi ha commosso! Bravissimi attori, coreografie e scenografie stupende e ….quel volo di colomba finale ha strappato una lacrima a tutto il teatro! Vecchia scuola, sentimenti immortali!

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