Varese

Cantiere di viale Milano: ma dove sono i disagi?

Una delle barriere architettoniche

Non c’è varesino che, passando in città nei paraggi del mega-cantiere di viale Milano, non registri disagi e problemi. Lo abbiamo detto molte volte: traffico obbligato in alcune vie, pedoni in difficoltà nel passare da una parte all’altra, barriere architettoniche mai eliminate, per non parlare dei disagi di chi ha un’attività commerciale nei paraggi. Non ci sono dubbi che il cavalcavia andasse rifatto, ma il cantiere che è stato realizzato da Comune e Nord non manca di procurare gravi disagi.

E invece no, evidentemente ci sbagliavamo, può accadere. Resta lo sconcerto rispetto alla  conferenza stampa di ieri e alle affermazioni sul cantiere di viale Milano, che a parere dei presenti è gestito bene, in anticipo sui tempi (fine lavori prima del Natale di quest’anno: vedremo), non comporta caos e problemi di traffico, può scegliere di non risolvere problemi relativi a barriere architettoniche. Ieri, alla presentazione della convenzione tra Palazzo Estense e Nord per il nuovo ponte in via della Carnaga, parallelo a quello esistente che sarà riqualificato, si è fatto per la prima volta il punto anche sui lavori di viale Milano, un cantiere da 5 milioni e 400 mila euro, ripartiti, in egual misura, tra Comune e Nord.

Problemi di traffico? Il sindaco Fontana non è d’accordo. “Il traffico se non è migliorato, certamente non è peggiorato”, ha detto il primo cittadino. Cantiere-monstre? Fonte di continui disagi per automobilisti e pedoni? Il direttore delle Nord, l’ingegnere Roberto Ceseroli, comunica la promozione del cantiere. “Il Comitato paritetico del territorio sulla sicurezza, in visita presso il cantiere  – ha raccontato Ceseroli – ci ha detto che è un ottimo cantiere e che siamo in anticipo sui tempi. Anzi, si sono stupiti che non facessimo pubblicità a un cantiere simile”. Si tocca per un attimo anche la questione del binario unico in uscita dalla stazione di Varese verso Laveno nelle ore centrali della giornata, ma viene rapidamente accontonata.

E poi c’è il nodo delle barriere architettoniche. Un grosso problema: il cantiere, inizialmente, era stato concepito per essere attraversato dai pedoni unicamente mediante i sottopassi. Ma gli anziani? I portatori di handicap? Tutti coloro che, per ragioni di salute, non possono andare su e giù per le scale? Dall’iniziale rigidità si è passati alla realizzazione di una passerella che costeggia il cantiere. Ma le barriere restano. “Ma eliminarle avrebbe comportato lavori enormi, avrebbe significato sprecare risorse – dice l’assessore ai Lavori pubblici, Gladiseo Zagatto -. E dunque, dopo attente valutazioni, abbiamo pensato di non intervenire”.

3 marzo 2010
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