Varese

Baseotto (Cgil Lombardia): Varese frontiera avanzata

Da sinistra, Nino Baseotto e Franco Stasi

Lo avrebbe voluto celebrare all’aeroporto ex hub, il proprio congresso regionale, la Cgil. “Ma dato che occorreva una sala attrezzata per almeno mille persone, allora abbiamo optato per la struttura di Malpensa Fiere”. Lo dice Nino Baseotto, segretario generale della Cgil Lombardia, prima di iniziare il suo intervento conclusivo al congresso della Cgil di Varese. E lo dice per sottolineare il valore simbolico di una scelta caduta su quella che sempre più si rivela la più grande azienda in crisi della nostra provincia. “E’ stata una scelta meditata e voluta”.

Dopo gli adempimenti formali, e cioè la definizione del direttivo in 96 componenti, e dopo l’avvio del voto, è intervenuto Baseotto, che è subito entrato nel merito della crisi che colpisce duro anche il nostro territorio. “Una crisi ampia e lunga, che colpisce soprattutto alcune categorie, i lavoratori dipendenti e i pensionati, che sono quelli che oggi pagano di più la crisi”. Forte l’attenzione al nostro territorio, nell’intervento conclusivo alle Ville Ponti. “Varese – ha ricordato Baseotto – è un territorio importante, in cui il nostro impegno per Malpensa non viene meno. E’ anche una frontiera avanzata per iniziative di contrasto alla crisi, qui si possono sperimentare soluzioni importanti”.

Contro la crisi, per Baseotto, non è possibile fermarsi agli interventi-tampone, pure importanti, come gli ammortizzatori sociali (“il loro tempo di durata va raddoppiato”). “Per uscire dalla crisi ci vogliono politiche di innovazione e interventi sul fronte delle infrastrutture”.

Tra i temi che la Cgil affronta con lo sciopero generale del 12 marzo, certamente lo scontro con il governo. “Vogliamo stare in campo – continua Baseotto -. Se c’è la crisi e ci sono proposte del governo che non condividiamo, si deve intervenire ora. E secondo noi non basta denunciare gli effetti della crisi, i rischi per l’occupazione, le povertà crescenti: si devono fare proposte e ridare fiducia ai lavoratori”.

Fondamentale l’iniziativa anche sul tema degli stranieri. “Resta fondamentale l’integrazione, che però inizia dal fatto che si riconosce il loro ruolo e i loro diritti non solo quando stanno in fabbrica, ma anche quando sono usciti. E, da questo punto di vista, un segnale importante può essere quello di fare diventare il rinnovo del permesso di soggiorno una normale pratica amministrativa e non un affare di cui si occupa la polizia”.

Scontata la rielezione, da parte del direttivo, del segretario generale Franco Stasi, che gode di consensi significativi nel sindacato varesino. Esce, invece, dalla segreteria, per raggiunti limiti di mandato, Gianfranco Martignoni.

3 marzo 2010 Andrea Giacometti direttore@varesereport.it
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