Sindacato

Cgil Varese, Malpensa è il fallimento del governo

L'affollata platea Cgil alle Ville Ponti

Parla di immigrati, di diritti, di crisi del lavoro che colpisce le fasce più deboli, di assenza della politica, ma anche di unità sindacale citando l’esortazione di Di Vittorio: “lottate insieme e rimanete uniti”. Così Franco Stasi, segretario generale della Cgil varesina, ha aperto questa mattina il quindicesimo congresso della Camera del lavoro dedicato a tutti i lavoratori in lotta, ma in particolare alle storie tragiche dei nostri giorni e del nostro territorio.

Dalla vicenda di Jon Cazacu ingegnere in patria e manovale a Gallarate dove ha trovato la morte per mano del suo datore di lavoro a quella di Gaetano Saraceni, 30 anni, morto sul lavoro neppure un mese fa alla Riganti di Solbiate Arno. Temi forti messi di fronte all’assise dei delegati riunita alle Ville Ponti di Varese, momento finale rispetto al lavorio degli ultimi due mesi. “In questi mesi – sottolinea Stasi –abbiamo tenuto 1091 assemblee, coinvolgendo 21mila lavoratori, pari al 32% dei nostri iscritti: la mozione Epifani ha ottenuto oltre il 93% dei consensi. Ma la sfida che ci si presenta ora è soprattutto una sfida culturale e valoriale”.

La Cgil varesina al tempo della crisi ha riunito le priorità sotto lo slogan “Ricostruire il paese, riconquistare il futuro”: un futuro che appare di sicuro incerto sul territorio per le 1500 imprese e i loro 50 mila addetti coinvolti dagli ammortizzatori sociali, per i 40 mila lavoratori in cassa integrazione ordinaria o straordinaria e per i 5 mila già licenziati. L’affondo arriva subito dopo i dati: “Manca una regia istituzionale rispetto a quanto sta avvenendo e rispetto a dove sta andando la nostra provincia – dice Stasi -, se saprà o meno mantenere il suo ruolo primario di vocazione industriale e di eccellenza nazionale e internazionale”. E poi arriva il capitolo Malpensa: 3mila e 500 lavoratori coinvolti da ammortizzatori sociali e 600 rimasti a casa. “È il fallimento del Governo e della Lega”.

Per quanto riguarda il fronte-immigrazione ci sono i pesanti fatti di cronaca che hanno coinvolto lavoratori stranieri e una certezza. “Sappiamo tutti che è impossibile impedire l’immigrazione – dice Stasi- la dichiarazioni sull’inclusione sociale e le nuove povertà del cardinal Tettamanzi sono emblematiche di una realtà molto più complessa”.

Ampio spazio nella relazione del segretario della Cgil varesina lo ha avuto, ovviamente, la questione dell’unità sindacale. “Dobbiamo evitare tra noi le caricature con la Cgil dipenta copme il signor no e Cisl e Uil penne facili e trovare nuovi punti di compromesso e azione comune”. Una azione comune che, a livello locale, ha camminato con determinazione nei mesi della crisi permettendo di portare a casa risultati: ed allora ecco l’appello ai segretari varesini di Cisl e Uil. “propongo di convocare subito dopo i congressi una riunione dei direttivi unitari di Varese per valutare tutti insieme gli aspetti della crisi e la gestione degli accordi sottoscritti”.

Un invito a rimettersi attorno al tavolo a lavorare, dunque, fatto davanti alla platea che ha poi ascoltato in silenzio le parole di Angelo Chiesa, presidente dell’Anpi provinciale, raccolte in una video intervista. I lavori del congresso proseguono oggi e domani e si concluderanno con la relazione del segretario regionale, Nino Baseotto.

2 marzo 2010 Paola Provenzano p.provenzano@varesereport.it
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