Varese

Varese, sciopero immigrati per risvegliare le coscienze

Un momento della manifestazione

Anche a Varese è approdata l’iniziativa “24 h senza di noi”, il primo sciopero degli immigrati che si è tenuto contemporaneamente in sessanta piazze italiane. Qui il comitato promotore era composto dall’associazione culturale Ubuntu, in collaborazione con Cgil, Cisl e Uil e con le Acli di Varese. Una manifestazione che ha stabilito il suo centro in piazza XX Settembre, davanti al Politeama, luogo consueto di incontro tra stranieri residenti a Varese.

Circa duecento i partecipanti, che si contraddistinguevano per le coccarde, i palloncini, le fasce di colore giallo (nelle due foto), il colore della battaglia anti-razzista. Tra gli stranieri svettavano le bandiere del Togo.

Una lunga giornata, questo lumedì 1 marzo, per gli organizzatori, che si sono recati in numerose scuole, questa mattina, per lanciare i palloncini gialli. Il lancio è avvenuto presso la scuola A. Manzoni di Malgesso, Caduti per la Patria a Brebbia, la Pascoli di Besozzo, la Marconi di Bizzozzero. Un modo per portare il messaggio di lotta alla discriminazione e all’intolleranza.

“E’ soltanto l’inizio della mobilitazione, a questa giornata seguiranno altre iniziative”, dice Thierry Dieng, portavoce dell’associazione Ubuntu. “Gli immigrati hanno iniziato a prendere in mano il loro destino – continua Dieng -, e si fanno sentire nelle piazze per dire che non sono parassiti o, peggio, criminali. Vogliamo risevgliare le coscienze degli italiani e dei varesini”.

Un movimento fatto da stranieri, orgoglioso di essere distinto da partiti e sindacati. “Siamo però felici se aderiscono alle nostre iniziative – conclude Dieng -. Uno dei nostri principi è quello di tenere la porta aperta a tutti”.

1 marzo 2010
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